30 ottobre 2013

Pro e contro del corso di Laurea in Giurisprudenza della LUISS

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La LUISS nasce a metà degli anni ’70, inizialmente attorno ai dipartimenti di Economia e di Scienze politiche, cui si aggiunge Giurisprudenza nel 1982. Trattandosi di un’università e un corso di laurea di creazione piuttosto recente, la didattica è abbastanza innovativa: sono ad esempio assenti corsi come diritto ecclesiastico, mentre sono relativamente numerosi gli insegnamenti impartiti in inglese.

Struttura

La struttura del corso di laurea in Giurisprudenza è divisa in due parti: sette semestri con esami obbligatori comuni a tutti gli studenti e tre semestri di profilo/major a scelta.

I profili sono:

  • Diritto civile;
  • Diritto ed Economia delle imprese;
  • Diritto societario e tributario;
  • Diritto penale;
  • Diritto amministrativo/pubblico;
  • Diritto internazionale;
  • Diritto del lavoro e della previdenza sociale ed
  • EU Law and Regulation (in inglese).

Nei semestri “generali” vengono sostenuti tutti gli esami principali (per intenderci, quelli su cui verte la prova orale di magistratura, inclusa informatica giuridica).

Nei profili, invece, gli esami sono approfondimenti degli insegnamenti principali. A questi si aggiungono i corsi liberi, aperti a tutti gli studenti e di interesse trasversale, come Regolazione e mercato ed Economic Analysis of Law.

Per quanto riguarda le lingue è obbligatorio lo studio dell’inglese durante i semestri “generali”. Si ha poi la facoltà di scegliere una seconda lingua o un corso di legal English durante il profilo. Gli insegnamenti sono quasi tutti offerti (anche) in italiano. Per alcuni (International Law, EU Law, Private comparative Law) è possibile optare per il corso in inglese, in altri casi (per ora pochi, ma dovrebbero aumentare) vi è solo il corso in inglese.

Per dettagli vedi il piano di studi.

Calendario e frequenza

Il calendario prevede circa dodici settimane di lezioni con pausa invernale e altre dodici con pausa estiva. La sessione invernale va da metà dicembre a metà febbraio, quella estiva da  fine maggio ai primi di luglio. Vi è infine una sessione straordinaria a settembre.

Durante i semestri “generali” gli esami sono orali, quasi sempre privi di pre-esami o esoneri. Alcune cattedre prevedono anche esami scritti, ma sempre in aggiunta all’orale, che rimane la prova centrale.

La didattica di profilo è caratterizzata da lavori individuali o di gruppo, presentazioni e studio di casi giurisprudenziali ed è più comune che le valutazioni siano basate, almeno parzialmente, su queste attività.

Ufficialmente, la frequenza è obbligatoria. In verità dipende da corso a corso: vi sono professori che rilevano le presenze, altri che non lo fanno, altri ancora che differenziano i programmi tra frequentanti e non.

Inizialmente le classi sono abbastanza affollate (fino a 150 studenti nelle prime lezioni di Diritto privato 1), ma il numero dei frequentanti si riduce rapidamente (ad Amministrativo 2 raramente eravamo più di 20).

Nelle aule si trova comunque sempre posto a sedere senza necessità di arrivare particolarmente in anticipo.

Punti forti

In primis, l’ampia e organizzata offerta di insegnamenti: quale che sia il settore del diritto che più interessa si ha la possibilità di approfondirne lo studio. Per quanto l’orientamento del corso (e di tutta l’università) sia, comprensibilmente, imprenditoriale (diritto commerciale e societario), il piano di studi in Giurisprudenza è equilibrato e le possibilità di studio del diritto pubblico in senso lato (dal penale al costituzionale) sono ottime, complice forse anche la sede.

In media, la qualità della docenza è molto alta. Vi sono (come sempre) alcune eccezioni, ma ampiamente controbilanciate. Trovarsi a Roma è, almeno secondo me, un grande vantaggio: sono numerosi i professori che lavorano o hanno a lungo lavorato in Parlamento, Corte Costituzionale o Consiglio di Stato. Lo stesso vale per convegni, seminari o visite organizzate dalle varie cattedre (ad esempio al Senato o alla Cassazione).

I servizi sono molto efficienti, specialmente la segreteria studenti di Giurisprudenza e il settore Scambi internazionali. La struttura che ospita il nostro dipartimento è sicuramente la peggiore fra tutte quelle dell’università, ma è comunque accettabile. La biblioteca dell’ateneo è a due passi e così la sede centrale (dove si trova la mensa più vicina). La sede di viale Romania, dove si trovano Economia, Scienze politiche e tutto il resto (web-tv, radio, altra mensa ecc.) dista un paio di chilometri, ma è collegata a Giurisprudenza, agli uffici e alla biblioteca da un servizio di navette dell’università.

Altro elemento di cui l’università va fiera è l’offerta di stage (obbligatori al IV/V anno se non si opta per un corso di seconda lingua o di legal English). Da qualche anno è attivo anche il programma “Excellence at work”.

Sono numerose le associazioni e le riviste studentesche, sia interne al dipartimento che comuni a tutto l’ateneo. In particolare è molto attiva l’associazione ecologista “LUISS Sostenibile”, che ha recentemente fatto installare numerose fontanelle in stile high school americana in tutta l’università. Iuris Prudentes è la rivista giuridica, con articoli su temi vari (politica, economia, cultura, cinema) e una sezione dedicata esclusivamente a questioni legali (in genere una piccola analisi giurisprudenziale per ogni profilo). Ogni anno vengono organizzate le simulazioni Model UN e le Moot Court Competitions della ELSA (sia a livello cittadino che nazionale).

Per quanto riguarda le opportunità di studio all’estero, oltre al programma Erasmus (Leiden, KU Leuven, Copenhagen Business School, Strasburgo, Zurigo, Humboldt e Freie a Berlino, Stoccolma e altre) vi sono gli “Scambi bilaterali” con Argentina e Singapore. Si possono poi ottenere sia borse di studio per svolgere la tesi all’estero che per finanziare studi successivi in altre università.

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