19 ottobre 2012

Anno sabbatico (Australia)

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Quello che mi ha lasciato è una enorme intolleranza per le mosche e per persone viziate che si lamentano. A volte dicono che sono un po’ aggressivo….

Certamente delle esperienze di vita, comunque.

Decisamente. Sapere cosa puoi avere e cosa puoi arrivare a non avere ti spinge ad agire diversamente.

Il vivere in Australia invece come è? Come sono gli Australiani?

Vivere in Australia è come vivere in un sogno, anche se un po’ costoso. Si passa il tempo a fare feste su feste, con gente di tutto il mondo sempre molto aperta, simpatica e disponibile. Sembra che non ci sia mai fretta per smettere di fare festa. Il lavoro viene sempre dopo. Prima bisogna vivere. Oltretutto, tutto funziona perfettamente, la natura è stupenda, ci sono dei posti fantastici, panorami che ti rimangono dentro e che non si possono dimenticare.

E la cosa bella è che le persone lo sanno e li valorizzano. Una cosa molto divertente è che c’è un bbq elettrico e gratuito praticamente dovunque. C’è una collinetta da cui si ha una visuale fantastica sulla città? Di sicuro ci sono almeno un paio di bbq e il necessario per mangiare bene al tramonto. Fantastico.

Il surf è un’altra cosa che ti spiegano bene. Ho iniziato lì e non ho più smesso. Non è solo stare in piedi sulla tavola, è lo stare in sintonia con la natura, rimanere dentro l’acqua a osservare il paesaggio intorno. Quando sei parte della natura te ne prendi molta più cura, e adoro questa filosofia.

Gli Australiani poi, sono persone apertissime. Come dicevo all’inizio, dopo la prima settimana, quando riesci a capirli, ti accorgi che sono sempre gentili, disponibili e si fanno in 4 per aiutarti ed invogliarti a fare meglio. Tutti ti ascoltano e credono a quello che dici, si vede che sono proiettati al futuro e lo immaginano bellissimo e si adoperano per far si che lo sia.

Per farti capire, mi è rimasta impressa la chiamata della banca quando ero andato sotto 0 perché avevo comprato un biglietto aereo. Invece che chiamarmi infuriati come avrebbe fatto una banca italiana, mi hanno chiamato, chiesto come stavo, se mi disturbavano e se ero stato io ad andare sotto perché non volevano che fosse un caso in cui mi avevano rubato il bancomat. Una volta ricevute le conferme hanno salutato.
Partono dal presupposto che tu voglia fare le cose bene, e il bello è che la maggior parte delle persone si comporta davvero così

Per concludere, tu ora hai finito Management of Innovation and Technology all’Università Bocconi. Come mai questa scelta? Come vedi questa tua esperienza nel curriculum, e quali consigli daresti ad una persona che voglia lanciarsi in qualcosa di simile?

Come dicevo prima, ho deciso di fare quello che mi piace e non quello che mi farà fare soldi. Poi, se le due cose coincidono, non mi fa schifo, ovviamente. Sono sempre stato una persona con mille idee innovative e mi piaceva un corso che mi insegnasse a farle diventare realtà. La mancanza di un’abilità di questo tipo è stata  una limitazione che mi aveva fermato in un paio di progetti che mi erano venuti in mente in Australia.
Il corso che ho seguito era quello che mi aspettavo e mi ha decisamente aiutato nelle mie ambizioni.

Riguardo il CV, è interessante dire che ogni volta che un datore di lavoro lo legge, mi fa delle domande sulla parte Australiana, e fino ad ora è sempre stata vista in maniera molto positiva. Il partire e vivere per un anno altrove viene sempre visto bene per il fatto che si è stati capaci di prendere una decisione importante e adattarsi a condizioni diverse da quelle da cui si è partiti.
Vero è anche che non ho mai mandato applicazioni a posizioni in banche d’investimento o finanza pura, quindi non so come la prenderebbero, ma non credo in maniera del tutto positiva, visto che si potrebbe vedere come una “perdita di tempo” di un anno.

Il consiglio che do a chiunque voglia andare in Australia è, in ogni caso, di farlo il prima possibile.

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Commenti

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McLvsio - 23/12/2012

Interessantissimo articolo, su un’esperienza che sicuramente deve essere stata stupenda. 😉