23 aprile 2015

Vivere la IULM – Interpretariato e Comunicazione

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Ho scelto questo corso perché spicca per la sua concretezza: fornisce infatti gli strumenti essenziali alla professione dell’interprete e del traduttore, non solo dal punto di vista dell’ottima formazione linguistica, ma anche concettuale. Il corso presta infatti molta attenzione agli aspetti deontologici della professione e a tutte le nozioni di cultura generale che l’interprete/traduttore deve conoscere. Ecco alcuni esempi pratici: psicologia della comunicazione, letteratura italiana e straniera, diritto internazionale, antropologia, storia della lingua e della cultura e storia contemporanea.

Sono riuscita a individuare questo corso e a giudicarlo come il migliore rispetto a quelli aventi la stessa matrice linguistica che le altre università di Milano offrono proprio grazie alla praticità e concretezza che lo contraddistinguono. In altre parole: saper fare e non solo sapere.

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Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

Per quanto non esistano requisiti d’accesso che impediscano a chi non ha un ottimo livello linguistico di accedere al corso di Interpretariato, è pur vero che è preferibile avere una buona preparazione per lo meno per quanto riguarda l’inglese che è la prima lingua obbligatoria per ogni studente. La seconda lingua può infatti essere scelta tra spagnolo, tedesco e francese e il livello di quest’ultima può anche essere elementare. Sono infatti previsti corsi suddivisi per livelli che spaziano dall’elementare all’avanzato.

Avendo io frequentato un liceo linguistico in cui ho studiato inglese, tedesco e spagnolo, non ho avuto alcuna difficoltà. L’unico test che ogni studente deve affrontare è quello di cultura generale. Non si tratta di un test che pregiudica l’ammissione, dal momento che si svolge una volta effettivamente iscritti, ma serve soltanto a fornire un’indicazione sul livello di preparazione individuale; molto utile a decidere come improntare il proprio studio universitario.

Quali sono le tasse universitarie?

Le tasse universitarie vengono calibrate in base al reddito della famiglia di appartenenza, ma non solo: altri criteri presi in considerazione sono la residenza (metri quadri e altri dettagli decisamente burocratici) e lo stato di studente lavoratore o studente full-time.
Da qualche anno è stata introdotta la cosiddetta fascia zero che permette a chi ha un reddito non alto di vedere le proprie tasse universitarie decisamente diminuite.

La segreteria è molto d’ aiuto nel calcolare a quale fascia di contribuzione si appartiene dal momento che mette a disposizione un commercialista, nel caso non si voglia ricorrere al proprio.

Per quanto riguarda il corso che ho frequentato io, le tasse variano da un minimo di 1500 euro a un massimo di 7000 euro.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il corso di laurea ha un’impostazione decisamente pratica: la giornata dello studente è infatti divisa tra lezioni “teoriche” che si tengono direttamente in IULM e lezioni pratiche che si tengono presso la scuola di mediatori linguistici Carlo Bo; molto vicina alla IULM. Le lezioni che definisco pratiche sono laboratori linguistici così organizzati: mediazione linguistica, interpretazione consecutiva, traduzione (italiano –> lingua straniera), versione (lingua straniera–> italiano) e grammatica.

Mediazione linguistica è il corso che ho trovato più interessante, visto che è focalizzato sull’espressione orale e per l’appunto sulla mediazione.

Da segnalare tra i corsi “teorici”, invece, ci sono sicuramente psicologia della comunicazione, antropologia e storia della lingua, perché aiutano davvero a capire la differenza tra tradurre delle parole e creare quella che è davvero comunicazione.

I corsi prevedono tutti un esame finale, ma a volte è possibile affrontare degli esami parziali che aiutano a diminuire il carico di lavoro e rendono il tutto decisamente meno stressante.

Durante il secondo e il terzo anno ogni studente ha a propria disposizione 6 crediti liberi che può spendere scegliendo tra corsi di approfondimento della propria facoltà e di altre facoltà. Io sono l’esempio più calzante: durante il secondo anno ho frequentato il corso di interpretazione simultanea (italiano/tedesco) e durante il terzo anno ho frequentato il corso di organizzazione di eventi che non appartiene a Interpretariato.

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Dire di frequentare l’università IULM è davvero riduttivo. Considerando il numero di attività extracurriculari che offre, sarebbe infatti più adatto ricorrere al verbo “vivere”. Opportunità di stage presso aziende convenzionate con l’università, opportunità di accedere a offerte di lavoro in modo preferenziale e possibilità di trovare un lavoro commisurato al proprio tempo libero presso i vari servizi dell’università. Io ad esempio ho collaborato durante il terzo anno con l’ufficio orientamento, prendendo parte agli open day e partecipando a una fiera di orientamento studenti che si è svolta a Pordenone.

Tutto questo nella fase finale del proprio ciclo di studi. Quando invece ci si trova nel pieno della vita universitaria è possibile trascorrere un periodo all’estero di durata variabile (da 6 a 12 mesi, ma c’è anche chi, affascinato dalla destinazione, preferisce rimandare l’acquisto del biglietto di ritorno =)) e prendere parte o alle associazioni sportive dell’università.

Come ti sei trovato al di fuori dell’ambito universitario?

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