4 febbraio 2015

Corso di Cinese (BLCU)

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Durante una lezione di Cinese I a Napoli, si presentò una ragazza  che si era da poco ri-iscritta all’università. Ci parlò di un’associazione-agenzia di viaggi, “Sinaforum”, che in passato aveva organizzato dei viaggi studio per l’Università e a cui lei aveva partecipato. La sera stessa ho contattato l’agenzia e ho chiesto informazioni riguardo al prossimo viaggio-studio in programma. Sarei partita a luglio, il 23 e sarei ritornata in Italia il 22 agosto, con partenza da Roma, scalo a Francoforte, destinazione Pechino.

Come si articolava il corso e come si svolgono in concreto le lezioni?

Alla BLCU ho studiato in un mese tanto quanto in un anno qui in Italia. Il primo giorno, dopo essermi iscritta all’Università (ho conservato il libretto universitario poiché in Cina l’iscrizione all’università non scade, e quindi puoi ritornarci anche dopo 20 anni senza pagare alcuna mora!) mi hanno sottoposta a un esame per valutare il mio livello linguistico. La professoressa era affascinata da Napoli, conosceva “L’Orientale”, mi chiese, ad esame concluso, di insegnarle qualcosa in Italiano.

Le lezioni vere e proprie iniziarono la mattina successiva alle 8. Le lezioni si svolgevano dalle 8 alle 12 ( 8-10 con un’insegnante che si occupava della Grammatica e che parlava anche un ottimo inglese e dalle 10 alle 12 con un’altra che si occupava principalmente della fonetica e della pronuncia). L’insegnamento è molto diverso rispetto al nostro metodo, più pratico che teorico. Per imparare una cosa nuova, ad esempio, si partiva subito da un esempio, imparando l’espressione, vocabolo o frase, e solo alla fine si faceva riferimento alle regole grammaticali.

Il corpo docenti e’ molto disponibile e caloroso nei confronti degli studenti stranieri: ricordo con affetto un’insegnante madrelingua fissata con il cibo italiano che, a lezione, proponeva sempre esempi con pizza e pasta. All’esame fu la mia esaminatrice, e appena seppe che studiavo a Napoli mi rispose che proprio il giorno prima aveva visto un documentario su Maradona. Del mio colloquio orale ricordo, inoltre, che mi chiese “Perché una donna studia Scienze Politiche? Sono tutti uomini, sono solo uomini!”.

I compiti da preparare per ogni lezione sono molti, e bisogna studiare con costanza per riuscire a seguire le lezioni!

Pagai 1970 euro comprensivi di:
-quota all’agenzia
-Visto
-Volo A/R
-Assicurazione medica
-Corso di lingua di 90 ore
-Alloggio presso il dormitorio dell’Università (building 17)
-due escursioni: alla Muraglia Cinese e al Distretto Artistico 798.

C’è una possibilità di sconto sulla quota, qualora si parta ripetutamente facendo affidamento a tale agenzia. Consiglio comunque di rivolgersi ad un’agenzia poiché la procedura per richiedere il visto può risultare complicata. L’agenzia manda anche una guida prima del viaggio in cui vi sono liste di ristoranti, centri commerciali, ospedali e numeri d’emergenza a cui rivolgersi. Infine, l’agenzia stessa ha delle sedi anche a Pechino e Shanghai: per i partecipanti viene assegnato un referente locale, di cui engono dati email e numero di telefono, per ogni evenienza.

Quali sono i costi ulteriori da considerare? Come hai trovato l’alloggio?

I pasti non sono inclusi nel prezzo. Nel campus dell’Università ci sono 3 piani di mensa (per ogni piano vi sono almeno 30 chioschetti-ristorante) di cui si può usufruire richiedendo una carta ricaricabile (il costo medio per una ciotola di riso è di circa 6 yuan che corrispondono a circa 80 centesimi di euro). Al quarto e quinto piano ci sono ulteriori ristoranti. Personalmente consiglio il ristorante giapponese e quello cinese che si trovano subito all’esterno del campus,: è tutto buonissimo ma fate attenzione agli orari, sono molto fiscali! Si cena fino alle 20:00, se arrivate alle 20:01 non vi fanno nemmeno sedere! Credo di aver speso all’incirca 300 euro in un mese tra vestiti, oggettistica, musei e cibo.

Pro & contro dell’esperienza?

Pro:

– Ho conosciuto la mia “overseas bestfriend”, Yoko, compagna di corso dal Giappone, davvero dolcissima e carinissima; poi Yulia, studentessa russa di Chimica a Boston; infine Yvonne, che lavora come guardia del corpo, viene dagli USA ma vive ad Hong Kong da circa 10 anni. Un vero ambiente internazionale!

– Passavo il tempo libero visitando parchi, musei e templi, a volte grandi come piccole città. Vivevo nel campus, in zona Wudaokou e la sera andavamo a ballare o a bere nei popolarissimi piccoli locali che ci sono in giro: “Wuclub”,”Sensation”, ecc.

Contro:

– Io sono partita da sola, ma tenendo conto che l’associazione organizza gruppi di almeno 20-30 persone per le partenze (ed è solo una delle tante!), il campus si riempie facilmente di studenti italiani;

– La metropolitana è molto efficiente e raggiunge tutte le zone della città ma il concetto cinese di “vicino”  corrisponde al nostro “almeno 3 km” : le stazioni non sono mai realmente vicine ai luoghi da raggiungere, tranne per piazza Tian’an men che ne vanta addirittura due!;

– Il diverso concetto di igiene: ho odiato l’aria inquinata, la sporcizia per strada, i bagni, e disinfettavo piatti e bicchieri prima di usarli. Consiglio di portare le lenzuola da casa! E poi, i Cinesi hanno l’abitudine di sputare in pubblico, sempre, dovunque! Avete presente la scena di “Titanic” dove Leonardo di Caprio insegnava a sputare a Rose? Immaginatelo tutti i giorni a tutte le ore del giorno!

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