15 dicembre 2014

Summer Campus Abroad (Tsinghua University)

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Le difficoltà maggiori da me riscontrate hanno riguardato la lingua del posto (a Pechino quasi nessuno parla inglese, a eccezione di pochi docenti o studenti universitari e professionisti degli ambiti economici più elevati, dunque risulta difficile conoscere persone del luogo, intrattenere con loro conversazioni, scambiarsi curiosità) e le modalità di spostamento da un luogo all’altro della città. Sono inconvenienti che si registrano solo appena arrivati, quando l’impatto appare critico, ma dopo pochissimi giorni, grazie all’aiuto reciproco tra compagni, grazie ad un po’ di autogestione e orientamento, sono aspetti superabili e su cui si finisce per scherzare!

Quali esami hai sostenuto e quali hai convertito?

Ho frequentato il corso e poi sostenuto l’esame di “Digital marketing and e-commerce advanced”. E’ un esame che nel percorso di studi viene convalidato come opzionale e questo è sicuramente un vantaggio poiché ti permette di avere un esame in meno da sostenere poi nei successivi semestri! E’ stato un corso molto interessante per me che studio giurisprudenza in quanto non è previsto nel mio percorso curricolare tradizionale. Inizialmente devo ammettere che per me e per gli altri studenti di legge è stato difficile seguire il passo delle lezioni (a partire dalle nozioni, dal contenuto, dai concetti in lingua inglese), in quanto si tratta di un corso prettamente economico, rispetto alla facilità riscontrata da parte degli studenti di marketing o di management, che sono già abituati ad affrontare materie di questo tipo.

Durante il corso e poi soprattutto verso la fine, le prospettive si sono capovolte: infatti noi di giurisprudenza siamo rimasti affascinati e colpiti dal mondo del commercio on-line (che non abbiamo modo di analizzare nei nostri semestri), mentre gli studenti di economia hanno trovato la materia abbastanza ripetitiva rispetto ai corsi che solitamente sono tenuti a seguire!

Che progetti di carriera lavorativa avevi e come sono cambiati?

Quando sono partita per Pechino, avendo appena finito il terzo anno di giurisprudenza, mi trovavo -forse un po’ come tutti i miei coetanei- indecisa e confusa tanto sul presente quanto sugli obiettivi futuri. Ammetto che trascorrere 3 settimane in un Paese, la Cina, così diverso dal nostro, a contatto con una cultura molto distante da quella a cui siamo abituati a relazionarci, a contatto con una popolazione e con una realtà dalle mille contraddizioni non mi ha potuto regalare un’illuminazione sul futuro, poiché tante sono le variabili e le alternative da tenere sempre in considerazione.

Sicuramente è stata per me una sfida, sia dal punto di vista umano, sia dal punto di vista relazionale, sia dal punto di vista universitario: tutto, dai 29 compagni inizialmente sconosciuti, ad un clima impossibile da sopportare, ad un cibo da indigestione quotidiana, alle abitudini sorprendenti dei cinesi, ad un corso avanzato di economia, alle difficoltà linguistiche, ai problemi di spostamento in una metropoli enorme, tutto in quei giorni mi ha fatto superare i miei limiti e mi ha permesso di guardare alle cose da un punto di vista inimmaginabile, nuovo, emozionante, ricco, senza più pregiudizi o rigidi schemi.

Hai ulteriori suggerimenti da dare a chi desidera partire per questa stessa destinazione?

La Cina in generale, ma Pechino in particolare, è un luogo dalle mille contraddizioni: puoi camminare lungo una strada incontrando contadini che vendono frutta e “street food” tra urla e gesti incomprensibili, svoltare la strada e trovarti di fronte un giovane manager in abito elegante, con una 24 ore in una mano e un cellulare all’ultimo grido nell’altra; puoi attraversare i più tipici vicoletti, fatti di stradine strettissime, negozietti e vetture che sembrano venire dalla preistoria, per sbucare poi nella zona più moderna della città, dove si alzano imponenti grattacieli e banche. E così per tanti altri aspetti della capitale cinese.

Ci sono tante difficoltà da tenere bene a mente (cibi davvero difficili da mandar giù, spostamenti in taxi o in metro quasi impossibili, la comunicazione con gli abitanti del posto resa possibile solo da alcuni gesti, distanze esagerate) ma è un’esperienza che ti regala molto. La maggior parte del tempo la si trascorre a Pechino, dovendo naturalmente seguire le lezioni, ma in un momento più libero si può viaggiare (magari fare un weekend-lampo a Shanghai e un altro sulla muraglia cinese). Inoltre, a livello scolastico, la Tsinghua Univeristy, assieme alla Peking, sono tra le migliori università cinesi, ben posizionate anche nei ranking mondiali! Un’opportunità incredibile!

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