9 novembre 2014

Campus Abroad (Keio University)

Vuoi sapere chi ha scritto questo articolo?

article image

Ho partecipato a luglio 2014 al programma Campus Abroad e tra le destinazioni disponibili (New York, Los Angeles, Tokyo, Singapore, Pechino) ho scelto di frequentare il corso di tre settimane presso la Keio University di Tokyo a cui hanno partecipato in totale trenta studenti (venticinque di Economia e cinque di Giurisprudenza) accompagnati da due docenti dei corsi di laurea in Economia e da due responsabili del programma.

Campus tokyo 1

Qui ho sostenuto l’esame di Comparative Business History: Competition and Globalization, un esame opzionale del biennio di Economia (mentre sarebbe un opzionale del quinto anno per chi frequenta il corso di laurea in Giurisprudenza) che descrive il corso della storia dal 1989 in poi e gli effetti della globalizzazione sull’economia mondiale con un focus specifico sui paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). Oltre a questo, durante il Campus, ho avuto l’opportunità di visitare un’importante impresa italiana con sede in Giappone e di conoscerne il CEO, di visitare un’altra azienda locale leader nel settore del catering, di incontrare l’ambasciatore italiano a Tokyo, di conoscere gli Alumni bocconiani che vivono e lavorano lì e anche di assistere a una serie di lezioni dedicate alla storia e all’economia giapponesi tenute da professori della Keio.

Perché hai scelto questa destinazione?

Ho scelto la destinazione per due ragioni. Infatti, tra tutti i corsi offerti dal programma, questo era indubbiamente quello che rispecchiava di più i miei interessi. Per uno studente di Giurisprudenza era anche il più “fattibile”  essendo, di fatto, un corso di storia più che di economia in senso stretto.

La seconda ragione, meno legata al profilo scolastico, ma comunque importante dal mio punto di vista, è stata la curiosità di scoprire una città e una cultura nuova e diversa da tutte quelle che avevo conosciuto in passato. Sinceramente, ero un po’ scettica all’inizio nei confronti di una realtà così lontana dalla nostra, ma tutti i dubbi pre-partenza sono scomparsi immediatamente appena arrivata, perché è stata proprio questa diversità ad affascinare me e tutti i miei compagni di viaggio.

Costo del programma?

Il costo del programma è di €2600 (più la registration fee di €200). Viaggio, trasporti, pasti (tranne la prima colazione) e assicurazione sanitaria sono a carico dello studente.

È importante ricordare che la vita a Tokyo è abbastanza cara: i trasporti sono tra i più efficienti che abbia mai visto, ma non sono per niente economici (la prima settimana, in cui ho visitato parecchio la città, spendevo una cifra corrispondente a circa €10) e anche i beni essenziali, come ad esempio l’acqua, sono abbastanza costosi. Per quanto riguarda i pasti, devo dire che intorno all’università è possibile pranzare spendendo veramente poco, mentre in generale Tokyo ha una scelta veramente vastissima, perciò si possono trovare locali e ristoranti di ogni tipo, da quello giapponese tradizionale a quello più occidentale, da quello più caro a quello più semplice.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

I requisiti per accedere al programma e le modalità di selezione sono gli stessi usati per l’Exchange Program e anche per quanto riguarda le conoscenze linguistiche è semplicemente richiesto il livello B2 d’inglese (corrispondente a un voto minimo di 25/30 nell’esame sostenuto in università).

Cosa bisogna tenere a mente prima di partire?

Prima di partire bisogna tenere a mente due cose fondamentali, una “pre – Campus” e una “in – Campus”.

Per quanto riguarda la prima, è importante non dimenticare che prendere parte al programma significa un maggiore impegno nella seconda parte del secondo semestre (dal momento della selezione in poi), perché non solo saranno organizzati incontri informativi da parte dell’università, ma bisognerà pensare anche alla prenotazione del volo (generalmente gli studenti si accordano per scegliere lo stesso volo in modo da non viaggiare soli) e soprattutto sarà necessario sostenere tutti (o quasi) gli esami del semestre durante il primo appello oppure rimandarli a settembre, che, come sappiamo, richiede un impegno non indifferente. Questo è sicuramente un dato da non trascurare.

Secondo aspetto da ricordare è che il Campus Abroad è un programma veramente stimolante ma impegnativo sia dal punto di vista dello studio sia dal punto di vista della partecipazione attiva alle attività proposte: le lezioni si tengono tutti i giorni (per noi erano tre ore al giorno, tranne il weekend ovviamente) e oltre a queste sono previste visite ad aziende o istituzioni locali in cui si richiede, prima di tutto, un coinvolgimento attivo degli studenti.

logo campus abroad

Qualche consiglio pratico arrivata a destinazione? Come hai trovato l’alloggio?

L’alloggio era un hotel nelle vicinanze dell’università (15 minuti a piedi) e in questo caso era stato già scelto dall’università stessa. Le camere erano doppie perciò, prima di partire, gli studenti potevano, se lo desideravano, scegliere con chi condividere la stanza. Ad esempio, io ho chiesto di stare con una compagna di corso che in realtà prima non conoscevo bene e in cui, grazie a questa esperienza, ho trovato un’amica.

L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di recuperare bene le forze dopo il lungo viaggio e di iniziare subito a prendere parte attivamente alle lezioni (che io ho trovato veramente molto interessanti) e agli incontri proposti, ma anche e soprattutto di visitare il più possibile questa splendida città.

Hai incontrato difficoltà nel tuo percorso?

Pagine: 1 2

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti

oppure