20 ottobre 2014

Volontariato in Tanzania

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Perché hai scelto questa destinazione? 

Tutto è partito da un mio ex professore del Liceo, in contatto con una missione di frati in un piccolo villaggio rurale al centro della Tanzania. Negli anni precedenti, aveva già accompagnato gruppi di studenti (e non) ad affrontare un mese di volontariato durante le vacanze estive. La Tanzania è uno dei paesi più poveri dell’Africa Orientale, ma molto tranquillo da un punto di vista socio-politico, quindi non rischioso per la sicurezza personale.

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Cosa ti ha spinto a partire?

Le motivazioni sono varie. Innanzitutto, la voglia di mettersi alla prova, di dare una mano in una zona del mondo dove qualsiasi tipo di aiuto può avere conseguente rilevanti. Mi ha sicuramente spinto anche la mia fortissima passione per il viaggio, per la scoperta di nuove culture e di nuovi popoli.

Cosa bisogna tenere a mente prima di partire?

Sicuramente non bisogna partire con l’idea di andare in vacanza: bisogna partire con la voglia di fare. Si deve tenere in conto poi che, per circa un mese, non esisteranno i comfort che diamo ogni giorno per scontati: non ci sarà una doccia calda (se non con acqua riscaldata sul fuoco), non ci sarà elettricità, non ci sarà internet. Si verrà però ripagati dai sorrisi riconoscenti della popolazione locale e dai bambini che non aspettano altro che trovare uno svago dalla vita monotona di un villaggio remoto.

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Qualche consiglio pratico?

È naturalmente consigliabile sottoscrivere un’assicurazione medica che comprenda il rimpatrio in caso di necessità. È necessario inoltre sottoporsi ad alcune vaccinazioni, come febbre gialla, anti-tifo, anti-epatite. Non è necessario compiere una profilassi antimalarica in caso si compia il viaggio durante la stagione secca (maggio-novembre). Io e il gruppo di ragazzi con cui ho vissuto questa esperienza siamo stati ospitati da una missione di frati che gentilmente hanno offerto vitto e alloggio, in cambio dello svolgimento di piccoli compiti all’interno della missione. Il costo del volo (nel 2008) si aggirava intorno ai 1300 €, ma naturalmente varia a seconda dei periodi.

In cosa consisteva esattamente la tua attività di volontariato? Era svolta in gruppo o individualmente?

L’attività di volontariato si svolgeva prevalentemente in gruppo. Abbiamo svolto attività varie all’interno di una scuola superiore locale e di un asilo. L’arrivo di occidentali in villaggi posti a centinaia di chilometri dalla città più vicina crea uno scambio culturale eccezionale per la popolazione del luogo e rappresenta un apertura verso il mondo. Anche solo chiacchierare con la gente consiste nel dare un aiuto.

Quali difficoltà hai incontrato nel tuo percorso?

Le difficoltà maggiori sono dipese dall’adattarsi alle condizioni ambientali non del tutto confortevoli e al freddo durante la notte. Nonostante la Tanzania sia appena sotto l’equatore, il villaggio dove ho svolto volontariato si trova su un altipiano a più di duemila metri di altitudine e la notte la temperatura scende vicino allo zero (ma se il alza lo sguardo si verrà ripagati dai celi stellati più incredibili che vi capiterà di vedere nella vostra vita!).

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Come giudichi la tua esperienza?

E’ stata un’esperienza eccezionale che non dimenticherò mai. Pure adesso, mentre rispondo a queste domande, mi emoziono al pensiero di quei giorni passati in Africa. È un’esperienza che, in un modo o nell’altro, aiuta a crescere e ad aprire gli occhi.

Hai ulteriori suggerimenti da dare a chi desidera partire per questa stessa destinazione?

Pensare bene prima di partire, ma partire poi senza esitazione, consapevoli di andare a vivere un’esperienza che difficilmente si potrà ripetere.

 

 

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