10 ottobre 2014

Economia & Management (Università degli Studi Roma Tre)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Ho scelto di continuare a frequentare la Facoltà di Economia di Roma Tre perché nel triennio precedente mi ero trovato molto bene. I docenti erano molto preparati, l’ambiente e le persone che lo frequentano – nella stragrande maggioranza dei casi – alla mano, i corsi e i livello di insegnamento si erano già rivelati motivanti e ben strutturati. Il corso di laurea e il successivo indirizzo sono state scelte che ho fatto per via del mio interesse nel continuare a studiare, in modo ancor più approfondito, il Marketing. Inoltre avevo già precedentemente incontrato al triennio alcuni dei docenti del mio corso di laurea e mi avevanofatto un’ottima impressione. Devo dire che anche quelli che ho conosciuto durante il percorso magistrale mi hanno lasciato un buon ricordo di loro e dei loro insegnamenti.

Ovviamente prima di prendere questa decisione mi guardai intorno: l’unica vera alternativa per me allettante era data dai corsi di laurea specialistica offerti dall’Università LUISS di Roma, il cui costo di iscrizione però è notevolmente più alto. Parlando con amci, colleghi e professori con esperienze presenti o passate nei corsi di laurea magistrale nelle due università, mi resi conto che la qualità dei corsi, del corpo docente e degli insegnamenti impartiti non giustificava una tale differenza di prezzo.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

Per gli studenti di laurea triennale provenienti dalla medesima facoltà della stessa università era richiesta, per l’immatricolazione automatica, esclusivamente un voto di laurea triennale superiore a 90/110, requisito che soddisfavo.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il mio corso di laurea magistrale permetteva una scelta iniziale fra 3 percorsi: Innovazione e Produzione, Marketing e Strategia e Management. All’interno del mio percorso in Marketing erano previsti 3 esami a scelta all’interno di un pacchetto possibile di esami. In sostituzione lo studente poteva scegliere un’ insegnamento alternativo che avesse lo stesso ambito disciplinare dell’esame o del pacchetto di esami sostituito. I

o non apportai modifiche al piano di studio perché mi soddisfaceva così com’era stato disegnato, e in particolare risultarono molto interessanti i corsi a cui avevo dato più peso nella scelta dell’università e del corso di laurea. I corsi che in assoluto mi hanno interessato e coinvolto di più sono stati “Marketing Corso Avanzato”, “Corporate Communication”, “Ricerche di Marketing”, “Diritto dei consumi”,“Statistica per il Management” e  “Marketing, Innovazione e Sostenibilità”.

Il minimo comune denominatore dell’interesse verso questi corsi è stato dato dal fatto che i professori, oltre ad essere molto preparati e ad avere alle spalle importanti esperienze professionali nell’ambito di queste discipline, si approcciavano all’insegnamento affiancando al classico metodo accademico un “metodo del fare” che ho molto apprezzato. In tutti questi corsi era infatti previsto un project work che, oltre ad affinare le capacità di lavoro in team e di problem solving, dava una misura concreta del lato lavorativo e professionale delle rispettive discipline.

Vincenzo Livieri Ag. Toiati Quartiere Ostiense

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

In generale sono molto soddisfatto del mio corso di laurea magistrale, della mia università e di tutto il mio percorso accademico. Con il senno del poi non credo che avrei fatto un percorso tanto motivante, facendo un’altra scelta due anni fa. Ovviamente ci sono aspetti da analizzare e possibilmente migliorare, ma credo siano più sistemici che legati alla mia università o facoltà. Il limite che ho riscontrato maggiormente, almeno per la mia facoltà e per le mie caratteristiche, è una mancanza di praticità e pragmatismo nella formazione degli studenti: li si fa studiare manuali su manuali, ma raramente gli si fa toccare, o anche solo vedere, la realtà professionale che c’è fuori dall’università.

Ecco quindi perché ho così apprezzato alcuni corsi, e perché ho cercato di colmare questo “gap teoria-pratica” facendo esperienze extrauniversitarie come InnovAction Lab.

Come ti sei trovato al di fuori dell’ambito universitario?

Poiché già avevo frequentato quella stessa facoltà e università nel triennio precedente, di fatto il mio periodo di ambientamento alla magistrale è stato “soft”. Gli studenti e le persone che in generale frequentano gli ambienti universitari si sono confermate disponibili e alla mano. La mia facoltà si trova proprio dentro San Paolo e nel raggio di 200 metri si possono trovare tutti gli esercizi commerciali di cui un’universitario può aver bisogno: ristoranti con menù speciali a prezzi accessibili, librerie, fotocopisterie e bar. C’è anche un punto di ristoro interno (con prezzi davvero alla portata) che permette di mangiare qualcosa al volo se proprio si è di fretta.

Cosa ti senti di consigliare a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

Se dovessi dare un consiglio circa un’aspetto su cui puntare della propria formazione a qualcuno che sta per iniziare un percorso come il mio è questo: dai un peso al “saper fare” almeno pari a quello che dai al ”sapere”, quindi fai scelte formative (accademiche ma non solo) che ti diano una preparazione pratica e concreta.

Il tuo step successivo?

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