23 settembre 2014

Stagista presso la Banca IMI (New York)

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Perché hai scelto questo Stage?

In primo luogo perché ritengo che uno stage all’ estero sia il primo passo per una carriera internazionale di successo. E poi perché studiando finanza mi sono appassionato al mondo dei derivati, venduti ad imprese multinazionali per finalità di copertura dei rischi, e volevo avere una esperienza diretta/sul campo in questo settore.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

La selezione si svolgeva in due fasi. Una pre-selezione svolta dall’università stessa e basata su curriculum, cover letter e un breve colloquio motivazionale, tramite una commissione interna alla Bocconi. Superata questa fase, il passo successivo è stato un colloquio telefonico con il capo della divisione in cui avrei dovuto svolgere lo stage.

Quali attività hai svolto e quali competenze erano richieste?

Il mio incarico prevedeva diversi tipi di attività:

– Analisi di report annuali e ricerca di informazioni su Bloomberg;
– Preparazione di presentazioni destinate ai clienti riguardanti le strategie di copertura dei rischi tramite derivati;
– Supporto nel pricing iniziale dei derivati;
– Analisi dei processi di gestione e riduzione del rischio.

Per quanto riguarda le competenze, erano richieste:

– Conoscenza dei principali strumenti derivati e conoscenza base dei mercati finanziari e del loro funzionamento (in particolare tassi d’interesse, valute e commodities);
-Saper analizzare un bilancio;
-Capacità comunicative (affiancate ad un’ ottima conoscenza dell’inglese);
-Uso di Excel e PowerPoint.

Come era l’ambiente di lavoro?

Durante il periodo all’estero ho riscontrato un ottimo ambiente di lavoro, poco formale, in cui metà dello staff era italiano (essendo una banca italiana) e l’altra metà straniera. Tutti i colleghi, quando non erano troppo impegnati, erano disposti a dedicarmi un po’ del loro tempo per parlare e insegnarmi qualcosa di nuovo. Ho sostenuto un ritmo di lavoro non molto stressante, con orari normali (8:30 – 17:00).

Come ti sei trovato al di fuori dell’ambito lavorativo?

Tra le cose cose che mi hanno più colpito di New York rientrano sicuramente l’atteggiamento “open minded” e la cortesia delle persone. Stringere amicizia è davvero facile, basta non essere troppo timidi. Culturalmente parlando, si tratta di un popolo molto diverso dal nostro (ovviamente con pro e contro) ma non ho trovato difficoltà ad ambientarmi. Per quanto riguarda il tempo libero, durante la settimana mi intrattenevo spesso a bere una birra dopo il lavoro con qualche collega per poi tornare a casa per cena. Nei weekend invece erano frequenti giri di visita della città, la sera uscite in qualche locale o a volta in discoteca.

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Quali sono i costi da considerare? Come hai trovato l’alloggio?

Il costo della vita è leggermente superiore a quello di Milano, in particolare il costo degli affitti e dei mezzi di trasporto sono molto più alti. Il prezzo di una stanza parte infatti da 750€ al mese. Al riguardo, il sito che ritengo più facile da usare e più affidabile è “airbnb”, ma anche su “craig’s list” si possono trovare molte offerte. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto consiglio l’abbonamento mensile che permette di utilizzare autobus e metro illimitatamente (prezzo 80 euro circa). L’assicurazione medica costa intorno ai 150 € per tre mesi e il prezzo del biglietto aereo intorno a 500€ (andata e ritorno).

Consiglieresti questa esperienza?

Assolutamente sì! Per me è stata contemporaneamente un’occasione di crescita personale, un’opportunità di mettere in pratica gli studi teorici svolti negli scorsi anni, un’esperienza che mi ha messo davanti a tanti tipi di sfida, un viaggio all’insegna della scoperta.
Lo stage non era retribuito e non era finalizzato all’assunzione. Tuttavia consiglierei a chiunque un esperienza di lavoro all’estero, in particolare in una città come New York. Vivere in uno dei centri finanziari più importanti del mondo offre infatti notevoli opportunità di crescita, non soltanto dal punto di vista professionale, ma anche personale.

Essere circondati da persone provenienti da tutto il mondo ed essere a contatto con culture diverse costituisce il primo passo per una carriera internazionale di successo. Dal mio punto di vista è stata inoltre una esperienza talmente positiva che non riesco nemmeno a pensare a qualche aspetto critico.

Che progetti di carriera lavorativa avevi e come sono cambiati?

Prima ancora di iniziare lo stage stavo già pensando che probabilmente il settore più adatto alle mie qualità fosse Global Markets (Sales, Structuring, Trading) e questa esperienza non ha fatto altro che invogliarmi a procedere su questo percorso, in particolare in direzione di una posizione come venditore, che richiede una combinazione di ragionamento logico, analisi quantitativa e capacità di comunicazione.

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