18 settembre 2014

Erasmus (Università di Edimburgo)

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Ciao a tutti! Ho studiato alla University of Edinburgh per un semestre (gennaio-maggio 2014), avendo aderito al progetto Erasmus.
Attualmente studio Lettere (curriculum moderno) all’Alma Mater Studiorum di Bologna e sono iscritto al terzo anno del percorso di laurea triennale.

Perché hai scelto questa destinazione?

Sono sempre stato affascinato dalla possibilità di espandere i miei orizzonti culturali e di dare un profilo internazionale al mio percorso di studi, quindi sapevo che avrei sfruttato il progetto Erasmus per vivere un’esperienza che non capita tutti i giorni. Vagliando le varie destinazioni ho subito scartato le università che richiedevano una conoscenza linguistica che non fosse l’inglese, e quindi il campo di ricerca si è ristretto. Vorrei sottolineare, però, che per chi, come me, ha solo la padronanza della lingua inglese e italiana, la scelta non deve necessariamente ricadere su un paese anglofono; anzi, numerosi atenei (specialmente nei paesi scandinavi) pongono come requisito linguistico l’inglese, e non la lingua madre del paese stesso. Tuttavia, la mia scelta finale è ricaduta sulla Scozia, e in particolare Edimburgo, perché non solo l’università ospitante è fortemente accreditata nel campo storico/umanistico, ma anche perché non volevo lasciarmi sfuggire l’opportunità di vivere a stretto contatto con una cultura decisamente originale e folkloristica e di soggiornare in una regione le cui bellezze paesaggistiche sono assolutamente imperdibili.

Costo del programma?

Il progetto Erasmus prevede una borsa di studio erogata in un’unica sessione, e normalmente corrisponde ad un ammontare di 250/300 euro mensili. Ovviamente ogni paese ha il proprio costo della vita; la Scozia non è sicuramente tra i più economici. Di solito, la borsa di studio riesce a coprire parte dell’affitto di una camera. Le altre spese sono tutte a carico dello studente. Tuttavia, per quanto riguarda le tasse universitarie, è necessario pagarle solamente all’ateneo italiano, il che, nel mio caso, è stata una nota positiva perché i costi universitari per uno studente straniero nel Regno Unito sono piuttosto elevati.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

Nel mio caso, ho dovuto sostenere un test di accertamento linguistico presso l’ateneo bolognese (che mi ha certificato un livello C1 di inglese) e ho scritto una lettera motivazionale alla professoressa che si occupava dello scambio. Inoltre, veniva data importanza alla media ponderata degli esami sostenuti fino a quel momento (la mia era circa del 29), e mi è stato chiesto di abbozzare un provvisorio learning agreement (che ho modificato in seguito).

Cosa bisogna tenere a mente prima di partire?

Banalmente, prima di partire è necessario adempiere a tutti gli oneri burocratici (compilazione del learning agreement, firma del contratto di scambio, iscrizione all’università ospitante), e anche a quelli meramente pratici (trovare un alloggio, documenti in regola, avere a disposizione una mappa del campus e gli orari delle lezioni, ecc…). Indubbiamente c’è bisogno di molta organizzazione, in modo da immergersi subito nella nuova realtà senza timore di aver tralasciato qualcosa di fondamentale. Inoltre, contattare uno studente che ha già vissuto la medesima esperienza può essere di grande aiuto per fugare ogni dubbio e incertezza.

Qualche consiglio pratico arrivato a destinazione? Come hai trovato l’alloggio?

Ho optato per una soluzione comoda: essendoci la possibilità di richiedere un alloggio nel campus studentesco (in realtà a Edimburgo ce ne sono molti, abbastanza dislocati) ho preferito affidarmi all’università invece di cercare una camera autonomamente. Alcuni amici, invece, hanno scelto questa seconda modalità e si sono trovati bene ugualmente (non potendo materialmente essere presenti per cercare casa, hanno usufruito di un gruppo su Facebook in cui vari studenti offrivano posti letto nei propri appartamenti).

Per quanto riguarda i trasporti, a Gennaio non esisteva ancora la possibilità di volare con una compagnia low cost da Pisa o da Bologna, mentre da Aprile è stato possibile arrivare a Edimburgo anche con Ryanair. In città ho utilizzato molto poco i trasporti pubblici: infatti sia il mio alloggio, sia l’università, sia la maggior parte dei pub e dei posti in cui uscivamo la sera si trovavano nella Old Town, percorribile molto bene anche a piedi. Ogni tanto la distanza da un luogo a un altro poteva diventare importante, ma era comunque piacevole passeggiare con amici, immerso nella bellezza della capitale scozzese.

Ho avuto invece qualche problema con la telefonia; alcuni amici hanno scelto di mantenere il proprio numero italiano (eventualmente attivando offerte vantaggiose per le chiamate verso l’Italia), mentre io ho subito cambiato numero e adottato una scheda scozzese, che dopo un mese ho cambiato perché la compagnia a cui mi ero affidato era molto inefficiente e spesso non trovavo linea. Fortunatamente con il secondo numero i problemi sono cessati, e ho potuto usufruire normalmente di chiamate, messaggi e connessione internet.

Hai incontrato difficoltà nel tuo percorso?

Devo confessare che inizialmente sono rimasto un po’ spiazzato dal diverso metodo di insegnamento delle università britanniche. Insieme alle lectures (ossia le normali lezioni frontali con un professore associato) eravamo tenuti a frequentare anche tutorials una volta a settimana, che consistevano in gruppi di circa 10 studenti e un professore (di solito un assistente) e che vertevano su un argomento trattato dal lecturer a lezione. Prima di ogni tutorial, eri tenuto a documentarti e a studiare l’argomento scelto perché poi avresti dovuto discuterne con gli altri studenti.

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