14 agosto 2014

Scienze Politiche e Relazioni Internazionali – Curriculum Asia/Africa (Università degli Studi Napoli “L’Orientale”)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Perché Napoli? Non avevo molta scelta, scappavo da un’università del centro che si era rivelata fallimentare. Napoli era facilmente raggiungibile da casa dei miei genitori. Perché “L’Orientale”? La facoltà di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali è l’unica, in Italia, più simile ai Double Degrees esteri in quanto permette di aver conoscenze in diversi ambiti teorici: Economia, Giurisprudenza, Lingue, Storia e, ovviamente, Scienze Politiche. “L’Orientale” per l’ambiente culturalmente aperto che di rado si respira nelle facoltà d’élite di altre università partenopee, inoltre, è il più antico centro di Sinologia nel mondo e, mi è sempre piaciuto complicarmi la vita,sfidando me stessa, quindi ero intenzionata ad apprendere la lingua cinese.

Ovviamente, le motivazioni erano, e sono, anche intrinseche poiché su un volo da Manchester a Napoli, ben due anni prima, avevo fermamente deciso di svolgere una professione che mi permettesse di avere contatti internazionali frequenti, una professione in cui avrei realizzato me stessa, avrei viaggiato e, avrei contribuito a migliorare il mio Paese. La carriera diplomatica mi sembrava la “via” opportuna.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

L’ammissione al corso di laurea si effettua telematicamente e si perfeziona in seguito, con il pagamento delle tasse universitarie, fototessera e certificazione Isee in segreteria studenti. L’università ha un’istanza democratica dei confronti dei suoi futuri studenti poiché non si richiedono particolari requisiti di accesso:
-Diploma di scuola secondaria superiore o equivalente estero
-Un test di accertamento delle competenze on-line, non propedeutico all’ammissione,di cultura generale.
Non mi sono affatto preparata per conseguire il test, erano nozioni di cui, chi ha frequentato un buon liceo, è già in possesso.

Quali sono le tasse universitarie?

Le tasse universitarie si pagano in due rate. La prima, uguale per tutti, ammonta sui 500 euro e si compone di tassa di iscrizione e tassa regionale. La seconda varia in base al reddito (l’importo varia sulla base di 3 fasce di reddito). Le borse di studio, che tengono conto di requisiti di reddito e di merito, sono bandite dall’Adisu. Devo però sottolineare che, a fronte dei tagli statali nei confronti delle università statali, tali borse di studio non sono sufficienti a coprire le esigenze di tutti gli studenti che risultano idonei.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il corso di laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali prevede due curricula alternativi:

-Studi internazionali (focalizzato sulle relazioni europee e con lingue di studio neolatine o slave)
-Asia/Africa (permette uno studio areale sull’area araba o dell’estremo oriente e permette di scegliere una lingua orientale tra Cinese, Giapponese, Coreano, Swahili, Vietnamita, Indonesiano, Arabo, ecc).
Il piano di studi è altamente personalizzabile: si passa da 6 insegnamenti su 7 obbligatori al primo anno ad 1 insegnamento obbligatorio su 6 dell’ultimo anno. L’impostazione è teorica, troppo teorica. I corsi si svolgono tramite lezioni frontali e , per la maggior parte, si concludono con prove orali. Per i frequentanti, molti professori forniscono agevolazioni con prove scritte o orali intermedie. Le conferenze, tenute spesso da docenti stranieri, sono sempre frequenti e interessanti.

I corsi che ho ritenuto più interessanti finora sono stati :

-Diritto Internazionale, poiché il corso si componeva di micro-seminari che riguardavano diversi ambiti regolati dall’ordinamento internazionale, in particolare quello sulla pirateria e il caso dei Marò e possibilità di approfondimento attraverso il modulo Jean Monnet;
-Storia delle Relazioni Internazionali dell’Asia e dell’Africa : focalizzato soprattutto dallo studio delle relazioni sino-americane e sino-sovietiche dalla guerra fredda in poi.
Giudico, inoltre, illuminante una conferenza seguita al primo anno sulla politica contemporanea cinese (le quattro nuove modernizzazioni di Li Keqiang). Il metodo di valutazione utilizzato è quello classico, scalare dal 18 al 30 (e lode).

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Abbiamo la scuola di sinologia più antica del mondo in Italia e non forniamo abbastanza fondi, non la valorizziamo. La mia esperienza è positiva per quanto riguarda il corpo docente poiché incrementano la passione per la conoscenza, lezioni multidisciplinari, possibilità di interagire e soprattutto di fare domande e togliersi i dubbi. Il dubbio è , da sempre, inizio di conoscenza. La mia critica si muove verso l’accorpamento del corso di lingua e cultura cinese della facoltà di lettere con quello di scienze politiche poiché ha eliminato la specificità del “nostro Cinese dal loro”. L’anno scorso, al primo anno, ho studiato Business Chinese con una docente italiana che ci impartiva lezioni di grammatica e una lettrice di madrelingua cinese che si occupava della fonetica. L’accorpamento ha accentuato il problema del sovraffollamento delle aule che si riscontra presso la ex-facoltà di Lingue.

Confido nella competenza e nella comprensione del neo-eletto rettore e, spero, in un dirottamento dei fondi per l’istruzione verso le università pubbliche. Come studiato per il mio ultimo esame, favorire lo sviluppo del settore dell’istruzione e della ricerca avvierebbe processi di sviluppo multidimensionale sia economico che sociale. Ritengo, inoltre, che sia necessario incrementare il tutorato in itinere per gli studenti.

Quali sono i costi da considerare oltre alle tasse universitarie? Come hai trovato l’alloggio?


Essendo fuorisede, vivo a Napoli da circa un anno.

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