24 maggio 2014

Servizio Volontario Europeo

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Sono Flavia, 24 anni, una studentessa di Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna e vorrei parlarvi del mio progetto SVE in Georgia, precisamente nella città di Kobuleti, vicino alla forse più conosciuta Batumi.

Perché hai scelto questo programma?

Ho scelto questo programma perché volevo mettere alla prova me stessa, avevo un gran bisogno di stimoli e di sperimentare qualcosa che mai prima avevo avuto l’opportunità di provare. Così si è presentata questa occasione di andare in un posto che a malapena sapevo posizionare in una cartina geografica, di cui avevo soltanto sentito parlare a proposito di guerre.

Cosa prevede?

Lo SVE (o EVS) prevede diversi progetti di varia durata, da un minimo di 10 giorni ad massimo di uno anno. E’, come si intuisce dal nome stesso, un servizio di volontariato effettuabile in tutta Europa e fa parte da questo gennaio del programma Erasmus+. Le azioni di volontariato portate avanti sono diverse a seconda dei progetti che si stanno svolgendo e delle associazioni che li promuovono. Si va dall’insegnamento al lavoro in farm, all’assistenza ed ai servizi di informazione sul territorio.

Come si svolge in concreto?

Il progetto cui ho partecipato era un Training Course della durata di 10 giorni sul mentoring e coordinating dei progetti di volontariato europeo, ovvero una sorta di seminario per diventare un buon formatore e partecipare successivamente ad un progetto SVE come coordinatore di un gruppo di volontari. Pertanto durante il giorno avevamo della classi in lingua inglese, molto interattive e stimolanti. Qualche giornata è stata dedicata anche a delle gite per il Paese.

Chi può partecipare?

Possono partecipare tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 17 ed i 30 anni. E’ richiesta ma non vincolante la conoscenza della lingua inglese. Per i progetti seminariali, come quello a cui ho aderito, la conoscenza dell’inglese si è rivelata utile, altrimenti sarebbe risultato difficile poter apprendere qualcosa o partecipare alle attività di lavoro di gruppo. Per i progetti SVE di lunga durata o di breve durata, i primi possono durare per un massimo di un anno ed i secondi due mesi, il livello di inglese richiesto è basilare, il tanto che basta per comunicare all’arrivo con l’associazione ospitante.

Come ci si iscrive?

Compilando l’application form che si trova o sul sito dello SVE e sui i vari siti delle associazioni che appoggiano i progetti per i volontari in uscita. Nel form viene richiesto il CV, una lettera motivazionale in cui dovrete selezionare perché avete selezionato di andare in un dato posto, a far quel tipo di azioni di volontariato e qualche indicazione sulla vostra carriera lavorativa o accademica. Una volta selezionati per il progetto da voi desiderato è spesso richiesto di versare una quota associativa di circa 50 euro all’associazione che patrocina il progetto.

Costo del programma?

Il programma ha costi davvero minimi. Per i “training courses” sarà richiesto inizialmente di anticipare voi i soldi del trasporto per arrivare alla località, ma vi saranno rimborsati del 70% fino ad un massimo di 400€. Vitto, alloggio e gite varie sono coperti.

Per i progetti di lungo o breve periodo il rimborso del viaggio è calcolato in base ai chilometri per arrivare, anche se le cose stanno cambiando. Vitto e alloggio sono sempre garantiti, così come verrà stanziato un pocket money a seconda del paese ed un ammontare di circa 150€ per un corso di lingua.

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Durata?

La durata come dicevo precedentemente varia a seconda del progetto, si va da un minimo di 10 giorni ad un massimo di un anno. E’ possibile effettuare un progetto SVE una sola volta nella vita, a meno che non si decida di aderire ad un progetto di breve periodo, ovvero per meno di due mesi. In tal caso sarà possibile presentare una domanda per fare i restanti 10 mesi. Qualora si eccedano i due mesi, il progetto viene già considerato di lungo periodo e pertanto sarà impossibile ripresentare la propria candidatura.

Pro & contro dell’esperienza?

E’ una esperienza di cui posso indicare solo dei punti a favore. E’ una occasione meravigliosa di conoscere gente da tutto il mondo, migliorare la conoscenza delle lingue straniere, visitare posti nuovi, molti dei quali lontani spesso troppo lontani dal nostro sentire. Passare dieci giorni in Georgia, con un team di persone meravigliose con i quali ancora oggi mantengo vivi i contatti, mi ha aperto la mente, il cuore e gli occhi. Al mondo non esistono solo New York o Parigi ma vi sono realtà altrettanto interessanti e affascinanti, circa le quali siamo talmente così ciechi che ce ne andiamo privando.

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