10 maggio 2014

Exchange (Dalian University of Foreign Languages)

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Durante il mio secondo anno di Laurea Triennale, dopo aver controllato il bando della mobilità internazionale offerto dall’Università, ho deciso di presentare domanda per trascorrere un semestre di studio e di perfezionamento di lingua cinese presso la Dalian University of Foreign Languages, nella città di Dalian, in Cina, nell’ambito del programma Overseas, esperienza che ho svolto poi durante il mio terzo anno di università, da Settembre 2012 a Febbraio 2013.

Perché hai scelto questa destinazione?

Ho scelto la Dalian University of Foreign Languages in quanto tra le tre destinazioni proposte dall’Università di Bologna in Cina mi sembrava la più adatta. Infatti, si poteva scegliere fra tre città cinesi, Pechino, Shanghai e Dalian. Dopo aver chiesto consiglio a dei miei amici di nazionalità cinese che studiavano a Bologna, ho deciso di presentare domanda per Dalian in quanto l’Università di Lingue Straniere è una delle migliori dell’intera Repubblica Popolare Cinese,. Inoltre, a livello pratico, Pechino e Shanghai mi sono state sconsigliate poiché troppo “internazionali” e si poteva correre il rischio di parlare più inglese che cinese. Perciò la scelta è caduta sulla più tranquilla e più cinese città di Dalian.

Costo del programma?

Per fortuna non ho dovuto sostenere dei grandi costi, poiché ho vinto la Borsa di studio erogata dall’Università di Bologna. Infatti, secondo alcuni accordi tra le due università, a noi studenti italiani è stato chiesto di pagare soltanto le tasse d’iscrizione del terzo anno in Italia. Una volta in Cina, ho dovuto sostenere le spese di vitto e alloggio nel campus universitario, le quali sono rientrate perfettamente, insieme al costo del volo a/r, nel budget iniziale della borsa di studio.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

In concreto, il programma Overseas è molto simile all’Erasmus. Ho dovuto sostenere un esame di Lingua Cinese presso la mia facoltà e ho dovuto consegnare una lettera di presentazione scritta da un docente.  Poi, una volta selezionati, è stato necessario consultare l’offerta formativa dell’università straniera e concordare con il tutor di facoltà i corsi che si aveva intenzione di seguire all’estero e per cui si desiderava richiedere il riconoscimento una volta rientrati in Italia.  Dopo aver compiuto la scelta, ho proceduto con la compilazione di un Learning Agreement provvisorio che doveva poi essere approvato dall’università straniera.

Quest’ultima pratica è stata avviata prima della partenza ma si è conclusa quando ero già in Cina. Inoltre, ho preparato tutta la documentazione necessaria: visto studentesco, certificato di sana e robusta costituzione, lettera di ammissione, dati personali, assicurazione sanitaria e cosi via.  Una volta arrivata in Cina, ho dovuto sostenere un test introduttivo finalizzato ad accertare il livello di competenza linguistica poiché la frequenza ai corsi è suddivisa in base alle proprie competenze.

Che cosa bisogna tenere a mente prima di partire?

Quando ci si prepara per la partenza, bisogna cercare di focalizzarsi soprattutto sull’obiettivo primario del programma, ossia studiare all’estero. Un’esperienza all’estero è un’occasione unica di arricchimento, non solo linguistico.

Per quanto riguarda il costo della vita, una volta giunti a destinazione, la Cina offre, in questo caso, diverse possibilità: gli infiniti ristorantini a conduzione familiare, i supermercati e i venditori ambulanti fanno sì che ognuno possa trovare l’offerta più adatta alle proprie esigenze economiche, anche perché per noi europei il costo della vita è davvero basso. Di solito una ciotola di riso costa 1 yuan, tanto quanto il biglietto dell’autobus. Consiglio, inoltre, di comprare una scheda telefonica cinese, i cui costi sono notevolmente più bassi e comunicare con la famiglia tramite Wi-fi, laddove è possibile,  ad esempio utilizzando Skype.

Non vi sono requisiti specifici per vivere in Cina, forse l’unica caratteristica richiesta è quella di essere consapevoli che ci si troverà in una realtà molto diversa dalla nostra e che quindi è necessario sapersela cavare da soli, sempre e comunque. Consiglio di non badare molto all’iniziale senso di smarrimento che si può avere nel trovarsi dall’altra parte del mondo, anche perché dopo pochi giorni tutto diventa più facile e si è pronti a trarre il massimo dall’esperienza, esplorando a fondo la città, conoscendo nuovi amici, tradizioni e culture diverse. Inoltre consiglio di non lasciarsi spaventare dai soliti luoghi comuni sulla Cina e sui cinesi:  si tratta di un popolo aperto e gentile, in particolare nei confronti degli stranieri.

I cinesi sono desiderosi di conoscere persone che hanno il naso, gli occhi e i capelli diversi dai loro, sono curiosi di sapere la nostra storia, di avere informazioni sul nostro paese; perciò non bisogna stupirsi se per strada o in treno si viene fermati da uno di loro che chiede di fare una foto insieme.  Inoltre, il cibo anche se spesso non ha un bell’aspetto, a volte ha un sapore davvero ottimo, e perciò mai fermarsi all’apparenza!

Qualche consiglio pratico arrivato a destinazione? Come hai trovato l’alloggio?

Ho abitato nel dormitorio del campus universitario. Vivere in un dormitorio significa condurre una vita di comunità, avere numerose opportunità, conoscere persone provenienti dai contesti più disparati, essere sempre circondati da amici; c’è sempre qualcosa da fare, dalla semplice partita a carte sulle scale o nel corridoio alla festa di Halloween o alle cene giapponesi. Ecco perché il mio consiglio è di scegliere una sistemazione nel campus, sia per vicinanza all’università sia per le maggiori chance di socializzare con studenti locali e internazionali.

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