24 aprile 2014

Giurisprudenza (Università La Sapienza)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Il diritto mi ha sempre affascinato perché l’ho sempre considerato l’unico valido strumento per leggere e comprendere il mondo e i suoi meccanismi tavolta inspiegabili. Stante il mio interesse, ho cercato un corso che mi offrisse un’elevata preparazione e tale scelta non poteva non ricadere sulla Facoltà di Giurisprudenza de “La Sapienza” in quanto i corsi sono tenuti da professionisti e giuristi considerati tra i massimi commentatori del diritto italiano e internazionale. L’Università “La Sapienza” poi, nonostante le sue difficoltà organizzative, resta a tutt’oggi molto prestigiosa. I vantaggi di tale scelta li ho percepiti sia durante il corso di laurea sia quando ho dovuto cercare lo studio dove svolgere la pratica forense. Per molti colloqui sono stata infatti contatta esclusivamente proprio perché mi ero laureata a “La Sapienza”.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

L’accesso alla Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” non prevede alcun test con sbarramento, ma soltanto un questionario orientativo avente ad oggetto le conoscenze del candidato in merito alla storia politica ed istituzionale italiana degli ultimi vent’anni.

Quali sono le tasse universitarie?

Come per le altre facoltà dell’Università “La Sapienza”, anche per quella di Giurisprudenza le tasse sono commisurate in base all’ISEE familiare.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza è così suddiviso: i primi 4 anni sono uguali per tutti, mentre l’ultimo anno propone due percorsi, uno civilistico e l’altro privatistico per consentire allo studente di dare un più preciso taglio alla sua preparazione accademica. Tutti gli esami, ad eccezione di due, sono obbligatori e con alcune rigide propedeuticità da rispettare. Per gli esami a scelta è comunque possibile scegliere tra varie materie anche attinenti a corsi in facoltà diverse, ad esempio Diritto Musulmano presso la Facoltà di Studi Orientali, Diritto Minerario presso la Facoltà di Economia, Medicina Legale e Sociale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.

I corsi che ho trovato più interessanti sono stati quelli di Diritto Processuale Civile, Penale e Internazionale poiché non offrivano solo lezioni frontali ma anche esperienze di contatto diretto con le istituzioni: visita e partecipazione ad un’udienza in Corte di Cassazione, visita al Carcere di Regina Coeli e partecipazione ad un’udienza nell’aula bunker del Tribunale Penale. Il corso di Diritto Internazionale Privato e Processuale è stato comunque per me il più interessante, tanto da aver deciso di approfondirne lo studio con la tesi di laurea. Tale corso tenuto dal Professor Davì consente di studiare la materia attraverso casi pratici, alcuni famosi, che hanno talvolta costituito l’occasione per l’elaborazione di nuovi principi di diritto atti a risolvere controversie transfrontaliere.

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Tra le attività extracurriculari che ho seguito, sicuramente posso menzionare le visite alla Corte di Cassazione e la partecipazione alle udienze nel Tribunale Penale. Tali esperienze però non hanno potuto evidentemente sopperire ad una, secondo me, grave mancanza del corso di laurea, ovvero il contatto diretto con la professione legale. Per lo studio di molti esami poter trattare casi concreti, ascoltare interventi di professionisti sarebbe stato molto più utile di tanti manuali.

Come ti sei trovato al di fuori dell’ambito universitario?

La Facoltà di Giurisprudenza è frequentata da ragazzi fuori e sede e in sede e questo assicura una grande varietà di persone e di possibili conoscenze. La difficile e a volte caotica organizzazione dell’Università può non facilitare l’ambientamento, ma ciò che rende veramente difficile rinsaldare le conoscenze fatte è la mancanza dell’obbligo di frequenza delle lezioni. Al di fuori del contesto universitario sicuramente i posti più frequentati dagli universitari sono il Quartiere San Lorenzo e Piazza Bologna.

Cosa ti senti di consigliare a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

Lo studio del diritto richiede un grande impegno e anche sacrificio, poiché molti esami hanno una mole non indifferente e, soprattutto, i docenti valutano l’approccio critico che lo studente ha saputo maturare rispetto alla materia e non tanto la conoscenza pura e semplice del singolo istituto di diritto. Gli assistenti spesso sono più esigenti dei professori, quindi consiglio di diffidare. Se lo studio universitario è portato avanti con impegno costituisce sicuramente un’ottima base per il futuro sviluppo della professione legale.

Il tuo step successivo?

Dopo essermi laureata il 25 gennaio 2012, ho selezionato uno studio legale che si occupa di proprietà immobiliare per svolgere la pratica forense. Contemporaneamente, da aprile a luglio 2012 ho seguito un corso di alta formazione in Compliance (verifica conformità normativa): aver frequentato tale corso mi ha permesso di candidarmi con successo per uno stage semestrale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. La domanda al predetto stage l’ho inviata tramite il sistema “Job Soul” dell’Università “La Sapienza”.

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