17 aprile 2014

Mediazione Linguistica e Culturale per l’Impresa (Università Cattolica)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Ho scelto questo corso perché è un perfetto connubio fra preparazione linguistica ed economico-aziendale. Prima di intraprendere questo percorso ho frequentato Economia aziendale e management ma ho capito presto di non amare l’economia in senso stretto e di volere spostare il focus dei miei studi su una competenza che sento mia da sempre: la comunicazione interculturale. Per questo mi sono messa alla ricerca di un corso dal taglio trasversale che, pur mantenendo uno stampo pragmatico orientato alla professione tipica delle facoltà di economia, avesse la peculiarità di trattare argomenti umanistici. Così ho scelto Esperto linguistico di impresa: un ibrido vincente che vuole formare uno specialista nella conoscenza delle dinamiche aziendali contraddistinto da una competenza linguistica spiccata in due lingue straniere e da una flessibilità elevata soprattutto per quanto riguarda il lato della comunicazione intra ed interaziendale.

In entrambi i suddetti campi, infatti, l’Università Cattolica offre vari corsi di laurea e assicura così grande esperienza nella docenza dei singoli insegnamenti come nella struttura globale del corso. E’ proprio per questo che nella mia ricerca e successiva scelta di Mediazione linguistica alla Cattolica ho avuto pochi dubbi: questo corso nello specifico è infatti offerto da poche università in Italia e, fra queste, la Cattolica è quella di più lunga tradizione e quella che propone più possibilità di fare stage ed esperienze all’estero.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

L’accesso al corso è libero e si basa sul criterio cronologico semplice “first come, first served”. Tuttavia è previsto, all’inizio dell’anno accademico dopo l’immatricolazione, un test attitudinale non selettivo che prevede domande di logica e cultura generale così come un test in ciascuna delle due lingue di studio per valutarne il livello di conoscenza e formare classi omogenee. Partire con un buon livello di inglese è d’obbligo e avere una conoscenza anche basilare di una seconda lingua è preferibile ma non necessario.

Essendoci l’accesso libero, la selezione degli studenti è in qualche modo “naturale” e avviene lungo i tre anni di percorso; ossia chi va avanti e soprattutto resta in corso e con buoni voti è ovviamente chi si impegna ma soprattutto chi ci mette passione. Questo significa non fermarsi alla mera didattica ma spaziare ad esperienze all’estero, seminari, convegni, attività extracurricolari e stages ad hoc che arricchiscano il profilo per distinguersi a livello accademico e per arricchirsi a livello personale e in vista del mondo professionale.

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Quali sono le tasse universitarie?

L’Università Cattolica, si sa, è privata e prevede il pagamento di una retta annuale. L’ammontare della retta è dato da un calcolo che considera il parametro del reddito familiare equivalente. Per questo sono previste varie fasce di reddito a cui corrispondono diversi valori della retta annuale. L’Università comunque propone molte agevolazioni economiche fra cui rimborsi tasse, prestiti agevolati, e soprattutto borse di studio basate su reddito e merito offerte da EDUCatt (Ente per il diritto allo studio dell’Università Cattolica) e dall’Istituto Toniolo.

L’altro lato della medaglia è che la Cattolica offre ai propri studenti dei buonissimi servizi per quanto riguarda la ristorazione, i collegi e le offerte abitative, i libri, l’assistenza sanitaria, le attività culturali, le relazioni internazionali, il tutorato, gli stages, i corsi di lingua, l’orientamento, le biblioteche e i servizi di segreteria sia oniline sia “fisici”. Inoltre, le infrastrutture e la segreteria sono efficienti e accompagnano lo studente lungo tutto il percorso dall’immatricolazione alla laurea.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

La facoltà di Scienze linguistiche della Cattolica propone diversi corsi di laurea nelle sedi di Brescia e Milano. I profili offerti sono: letterature, media, turismo, impresa e relazioni internazionali. Le lingue offerte invece sono: inglese, spagnolo, tedesco, francese, russo, cinese ed arabo. La scelta del profilo e delle lingue di studio è molto personale e dipende dagli interessi individuali; sicuramente i primi due profili citati sono i più teorici mentre gli altri tre sono più pratici e applicati ad un ambito specifico. Tuttavia, a conclusione di ciascuno dei corsi è possibile continuare con una specialistica in campo linguistico oppure prendere strade più settoriali.

Per quanto riguarda le lingue, io studio inglese e francese e devo dire che la didattica è buona: prevede lezioni ed esami scritti (dettato, elaborazione, produzione) ed orali e spessissimo i docenti sono madrelingua. In aggiunta alle attività in aula si deve però mettere in conto un impegno individuale costante. Oltre alle lingue in senso stretto sono presenti esami di scienze linguistiche teoriche ed applicate a cui si aggiungono esami specifici del profilo scelto. Nel mio caso, per il profilo Impresa, sono previsti insegnamenti come economia aziendale, diritto commerciale, istituzioni e mercati finanziari, economia internazionale, economia politica, storia economica e marketing.

Personalmente mi sono piaciuti molto, oltre alle lingue e agli esami economici, anche (inaspettatamente) gli esami di scienze linguistiche perché sono importanti per capire le differenze fra le lingue e rappresentano quel “plus” che un laureato in Mediazione linguistica ha rispetto ad un ragazzo che ha imparato le lingue “on the road” stando all’estero. Fanno capire inoltre l’importanza della trasmissione del sapere linguistico e le differenze e somiglianze fra le culture contemporanee che sembrano sempre di più convergere. La frequenza ai corsi non è obbligatoria ma molto consigliata soprattutto per le lingue che prevedono spesso esercitazioni pratiche in aule con pochi studenti; questo permette di essere davvero seguiti dal docente nell’apprendimento della lingua.

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