20 marzo 2014

LL.M. in International Dispute Settlement (Università di Ginevra)

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Giuseppe-Matteo Vaccaro-Incisa

Posizioni professionali attuali

  • Research Fellow in International Investment and Trade Law presso l’Università Bocconi (da febbraio 2013);
  • Lecturer in International Law, Bocconi University (da settembre 2012);
  • Lecturer in Public International Law, Institut Catholique de Lille (da settembre 2010).

Corso di Laurea e Università prima del LL.M. 

Laurea Magistrale in Giurisprudenza (ordinamento 3 + 2), indirizzo comparatistico ed internazionale, Università Bocconi (2002-2007).

LL.M. a cui si è iscritto

MIDS – Advanced LL.M. in International Dispute Settlement, Université de Géneve & IHEID-Institut de hautes études internationales et du développement (2008-2009).

A che età e perché ha deciso di fare un LL.M.? 

Ho deciso di fare un LL.M. sul finire del periodo di praticantato avendo trovato, fin da prima della laurea, la mia passione nell’ambito del diritto internazionale, per l’arbitrato commerciale (che è la forma più comune in cui il diritto internazionale si manifesta negli studi legali) ma anche per le sue altre branche. Ho dunque fatto domanda e sono stato ammesso al MIDS (acronimo per Avanced LL.M. in International Dispute Settlement) nel 2008, a venticinque anni.

Uno dei motivi per cui ritengo che fare un LL.M. senza alcuna esperienza professionale pregressa potrebbe non essere la scelta migliore è che non si dispone di sufficiente preparazione – né per ciò a cui si va incontro, né al come lo si deve fare. In origine c’era un solo tipo di LL.M., un titolo di studio ideato dalle università Ivy League americane e inglesi, nel corso del quale ci si sottoponeva ad un anno di studio intensissimo e molto approfondito.

Nel corso del tempo, soprattutto in Europa, si è cominciato ad abusare della parola LL.M., indicando in modo un po’ generico programmi della durata di circa un anno con crediti grosso modo equivalenti ad un intenso anno universitario. Dunque oggi in Europa, per differenziarlo, quello che era l’originario LL.M. viene chiamato Advanced LL.M., mentre il semplice LL.M. indica un programma a cui possono essere ammessi anche studenti del quarto o quinto anno di giurisprudenza, tanto quanto coloro che hanno già conseguito la laurea. Perlomeno, questo è quanto vedo in Francia, Belgio e Olanda.

In cosa consistono gli Advanced LL.M.?

Gli Advanced LL.M. presuppongono una certa esperienza professionale pregressa, o perché espressamente richieste, o comunque perché, attraverso il severo processo di selezione, vengono ammessi i curriculum migliori. Il piano di studi di un LL.M. è molto intenso: allo studio ed alle letture si accompagna la produzione di note e commenti critici o la redazione di ‘papers’ nel corso di tutto l’anno accademico. Svolgendosi tra professionisti (nel mio caso eravamo 24 e tutti, salvo una giovane ragazza russa, avevamo già maturato una sia pur minima esperienza professionale), l’esame finale in sé perde importanza.

Una volta lì, si riceve il materiale che si deve studiare e si frequentano corsi base di un semestre e corsi intensivi, cui corrispondono, rispettivamente, un certo numero di crediti. Nei corsi intensivi un gruppo di studenti dialoga e si confronta con i ‘principi’ del diritto internazionale: per tre giorni si discute del materiale che il professore ha predisposto in anticipo (e che deve essere letto necessariamente prima, tutto!). Può anche capitare che il professore cerchi spunti per le proprie decisioni attraverso il dialogo ed il confronto con gli studenti (chiaro, non saprete mai poi se davvero è così!), certo però l’esperienza aiuta ad essere cauti con i propri giudizi: gli errori sono normali ma se vengono conditi con arroganza o superficialità, l’impressione che si lascia sarà difficile da ‘smacchiare’.

D’altra parte, il silenzio in queste circostanze non sempre è d’oro: chi si espone potrebbe in futuro avere maggiori opportunità di ‘essere ricordato’ . È per questo che fare un LL.M. da studente senza un’esperienza di lavoro – soprattutto per gli italiani, abituati a un rapporto molto passivo con i professori – potrebbe non essere utile come farlo dopo aver individuato la propria passione professionale (lavorandoci sopra). Il carico di studio è talvolta soverchiante (tanto per dire: non sono riuscito ad andare a sciare nemmeno un giorno – ed ero a Ginevra! – fino ad Aprile) e se non si fa una scelta ponderata (e appassionata) tutto questo studio può finire per avere un effetto ‘boomerang’ sui risultati e sull’interesse in genere per la materia.

I principali LL.M. sono organizzati da università anglosassoni ed un manipolo di università continentali. Di conseguenza, come da tradizione di queste istituzioni, tutto il programma è svolto in maneria interattiva. Agli studenti italiani, dunque, direi di tener presente che si studia e lavora tanto, che il tempo libero è ridotto all’osso, che c’è molta interazione, e che i corsi sono in inglese (e, in questo caso, anche in francese).

Perché ha scelto il MIDS di Ginevra? Quali criteri ha adottato per sceglierlo?

La selezione non è stata facile. Ho fatto domanda a più LL.M. che ritenevo prestigiosi, dopo aver consultato professori e avvocati noti che avevo avuto l’occasione di conoscere. Ho dunque mandato domanda sia al Queen Mary di Londra per l’LL.M. in Arbitrato Internazionale, sia al MIDS di Ginevra, all’epoca alla prima edizione. Sono stato ammesso a entrambi e alla fine, dopo un ulteriore round di consultazioni, ho preferito Ginevra sia per il tipo di programma che per la possibilità di avere un rapporto meno passivo con i professori (il numero di studenti ammessi era molto inferiore: l’LL.M. presso la Queen Mary, per esempio, può avere più di 100 studenti, a Ginevra non supera i 35 studenti).

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