3 aprile 2014

Scienze e Tecniche Psicologiche (Università Cattolica)

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Ho frequentato il Corso di Laurea triennale di Scienze e tecniche psicologiche, offerto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, all’interno della Facoltà di Psicologia. Per essere più precisi, sono stato ammesso a tale corso dal settembre 2010, tramite test d’ingresso previsto dalla facoltà, e l’ho terminato nel settembre 2013, col raggiungimento della laurea triennale.

Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

La principale motivazione che mi ha spinto a scegliere le facoltà di Psicologia è duplice. Da un lato, ho sempre coltivato una forte passione nei confronti di tale tema: anche negli anni del liceo mi è capitato più volte di leggere testi di importanti psicologi e di rimanerne completamente affascinato. Dall’altro, ero curioso di cercar di comprendere sempre di più come “funzioniamo” noi esseri umani e soprattutto come ci rapportiamo nella relazione con gli altri. Soprattutto questo mio interesse verso l’aspetto relazionale delle persone è stato molto rilevante nella mia scelta di studiare Psicologia in Cattolica, piuttosto che in altre università: mentre, ad esempio, psicologia all’Università San Raffaele di Milano è più impostata sulle neuroscienze e quindi ha una impostazione più di tipo scientifico, in Cattolica ci si concentra maggiormente sull’individuo in relazione ad altre persone e ai contesti di vita in cui questo si colloca.

Oltre quindi all’orientamento di base dell’Università, la mia scelta di studiare psicologia Cattolica è stata poi influenzata anche dal giudizio positivo di alcuni amici che stavano vivendo in prima persona questa esperienza e che mi avevano rassicurato e consigliato questo corso di laurea. Infine, non nascondo che anche la vicinanza e la maggiore comodità nel raggiungere l’università Cattolica, rispetto ad altre, abbia avuto un certo peso nella mia scelta finale.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

Il Corso di Laurea in Scienze e tecniche psicologiche è a numero chiuso (300 posti disponibili) e prevede una prova scritta psicoattitudinale. La prova valuta, mediante quesiti con risposta a scelta multipla, competenze trasversali, quali il ragionamento logico-matematico e l’abilità linguistica, nonché conoscenze di base e di cultura generale. La Facoltà di Psicologia ha stabilito di valutare, nell’ammissione, sia il voto del diploma di scuola secondaria superiore (incidenza del 50%), sia il superamento della prova psicoattitudinale (incidenza del 50%).

Personalmente, per superare il test di ammissione mi sono esercitato, non più di 2 settimane, sui libri dell’Alpha Test, che simulano le possibili domande della prova e aiutano lo studente a comprendere su quali conoscenze deve concentrarsi e, nel caso, quali ripassare. Avendo provato il test d’ingresso per Psicologia in Cattolica, al San Raffaele e in Bicocca, posso affermare come il test della Cattolica mi sia sembrato di gran lunga più abbordabile rispetto agli altri due, e questo principalmente per due motivi: sia perché nel test della Cattolica vi sono meno domande di natura puramente scientifica (e questo, visto il mio cattivo rapporto con le discipline scientifiche, è stato sicuramente un vantaggio), sia perché l’università ha deciso di non togliere mezzi voti (come invece succede al San Raffaele e Bicocca) alle risposte sbagliate, il che implica, chiaramente, che anche se non si sa una risposta, conviene comunque tirare ad indovinare piuttosto che non rispondere per avere maggiori probabilità.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il percorso triennale si articola in due parti: i primi due anni hanno una funzione formativa di base per l’acquisizione delle conoscenze che caratterizzano i diversi settori delle discipline psicologiche, e per l’acquisizione dei metodi e delle procedure di indagine e di ricerca scientifica; il terzo anno, invece, è organizzato in modo da consentire l’acquisizione di conoscenze più specifiche, legate a un determinato ambito scientifico/professionale. Per questo motivo la facoltà offre agli studenti quattro possibili curricula (“Relazioni interpersonali e interventi di comunità”, “Processi di sviluppo nell’infanzia e nell’adolescenza”, “Psicologia della comunicazione e dei processi cognitivi” e “Ricerca-intervento per le organizzazioni e il marketing”) che anticipano un po’ le tre macro aree che compongono la laurea magistrale in psicologia (“Psicologia clinica”, “Psicologia delle organizzazioni e del marketing” e “Psicologia dello sviluppo e della comunicazione”). Per accedere al terzo anno gli studenti devono aver maturato 46 CFU e aver sostenuto l’esame di Psicologia Generale, entro la sessione estiva d’esame.

Accanto alle lezioni teoriche, il corso di laurea si contraddistingue per le attività pratiche, progettate e articolate in continuità con le altre attività formative e organizzate in piccoli gruppi guidati da un tutor:

  • Metodi e Tecniche di Analisi e Intervento psicologico: attività svolte a partire dal secondo anno di corso e finalizzate all’acquisizione di strumenti e procedure operative per lo svolgimento della professione psicologica;
  • Esperienze Pratiche Guidate: percorsi di riflessione e approfondimento, svolti tra il secondo e il terzo anno, sull’identità professionale dello psicologo e sull’attività psicologica declinata in contesti specifici.

Per quanto riguarda i metodi di valutazione, gli esami solitamente sono orali, o scritti e orali (questi ultimi si svolgono solitamente nello stesso giorno, permettendo, al contrario di altre facoltà, di conoscere subito l’esito dell’esame), mentre le prove scritte sono solitamente limitate. Rari sono anche gli esami annuali del corso di laurea, strutturati però in maniera coscienziosa, con una prova intermedia alla fine del primo semestre, in modo da “spezzare” la mole di studio dello studente.

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