6 aprile 2014

Linguaggi dei Media (Università Cattolica)

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Perché hai scelto questo corso di Laurea? E perché in questa Università?

Dopo aver concluso l’esame di Maturità, non avevo le idee chiare su cosa avrei voluto fare del mio futuro universitario. Ho cominciato escludendo le facoltà scientifiche ed economiche, materie fatte al liceo che mai sono riuscite a catturare il mio interesse; essendo sempre stato portato per le materie di stampo umanistico, ho cominciato quindi ad orientarmi verso quella direzione, documentandomi sulle diverse facoltà relative a questo ambito. Facendo ciò ho tenuto bene a mente l’importanza di indagare il mondo universitario proiettando il discorso verso un avvenire lavorativo, non solo verso l’immediato futuro. Alla fine, l’interdisciplinarità del corso in Linguaggi dei Media ha catturato il mio interesse: la commistione tra materie storico-letterarie e argomenti più attuali legati al mondo dei media e dell’informazione mi hanno convinto ad intraprendere questo percorso.

Com’è strutturato il corso di Laurea?

Il Corso di Laurea si articola in un primo anno comune dove si acquisiscono le competenze di base del corso relative alle discipline linguistiche, sociologiche, mass-mediologiche e a saperi umanistici (come letteratura, storia, storia dell’arte). A partire dal secondo anno, il processo formativo si articola in funzione di due obiettivi: da una parte, integrare le competenze comuni grazie all’apporto delle discipline psicosociali, filosofiche ed economiche; dall’altra, innestare abilità e linguaggi specifici relativi a differenti ambiti della comunicazione attraverso la proposta di alcuni profili consigliati (ognuno caratterizzato da determinati esami), quali Informazione, Media, Cinema e Audiovisivi, Teatro e Eventi Culturali, Pubblicità.
L’attenzione alla componente professionalizzante, propria di questo Corso di Laurea, è presente anche nei laboratori (durante i primi due anni) e nello stage (obbligatorio durante il terzo anno). Infatti, le modalità didattiche prevedono, oltre alla tradizionale lezione frontale, anche incontri, esercitazioni, laboratori e stage. Le forme di verifica privilegiano l’esame tradizionale in forma di colloquio orale o di prova scritta, ma possono comprendere anche modalità specifiche in relazione alle caratteristiche delle attività integrative specificatamente previste in relazione ai profili (es. produzione di testi mediali come prova finale di alcuni laboratori).

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Qui alcuni esami comuni previsti dal piano di studi durante tutti e tre gli anni di corso.

  • I anno: Teoria e tecniche della comunicazione mediale (con laboratorio), Storia e comunicazione del tempo presente, Italiano per la comunicazione, Cultura e forme di comunicazione nel mondo antico, Sociologia Forme dell’espressione visiva e letteraria nella contemporaneità.
  • II anno: Linguaggi e semiotica dei prodotti mediali (con laboratorio), Letteratura italiana, Organizzazione aziendale, Etica sociale, Lingua straniera e traduzione (francese o spagnolo o tedesco).
  • III anno: Psicologia sociale della comunicazione, Inglese per la comunicazione, Stage.

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Personalmente, dopo il primo anno comune a tutti gli studenti, ho intrapreso il profilo Informazione, che si caratterizza per una preparazione più specificatamente giornalistica o comunque legata al mondo redazionale (cartaceo e online). Caratteristici sono infatti alcuni esami obbligatori (come Diritto dell’informazione e Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico) od altri facoltativi (ad esempio Teorie e tecniche dell’informazione culturale o Teorie e tecniche dell’informazione sportiva).

Nel corso del primo anno ho frequentato il laboratorio di Analisi di testi e campagne pubblicitarie, relativo all’esame di Teorie e tecniche del linguaggio mediale. Nel secondo, invece, ho optato per ”Newsmaking: scrivere le notizie”, nell’ambito dell’esame di Linguaggi e Semiotica dei prodotti mediali. Nell’anno in corso, per motivi di tempo, ho scelto la modalità alternativa allo Stage per acquisire i 4 cfu necessari, ovvero i Workshops. Si tratta di una serie di incontri di natura variegata (da un seminario sull’analisi comunicativa di una Start-up, alla partecipazione in programmi radio-tv) che vanno frequentati obbligatoriamente.

Mi ritengo complessivamente soddisfatto della mia scelta curriculare, anche se suggerirei all’Università di spiegare con maggiore chiarezza le differenze che intercorrono tra un profilo e l’altro; soprattutto di non attendere la fine del primo anno per farlo, ma esplicitare il tutto prima dell’iscrizione.

Come ti sei trovato al di fuori dell’ambito universitario?

Bene. Sono bastate poche settimane per legare con altri compagni di corso e cominciare ad uscire insieme anche all’esterno dell’ambiente universitario. La vicinanza dell’Università a zone come Colonne di S.Lorenzo e Navigli aiuta sicuramente. Inoltre la presenza di laboratori e attività in classi da 15 – 20 persone aiutano ad ampliare la cerchia delle amicizie e a svolgere insieme attività di gruppo.

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Cosa ti senti di consigliare a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

Innanzitutto di documentarsi approfonditamente sul piano di studi e sulle differenze curriculari tra i vari profili. Suggerirei, inoltre, di prestare grande attenzione ai possibili sbocchi professionali e, in alternativa, ai corsi di Laurea Magistrale che ammettono l’iscrizione per chi proviene da Linguaggi dei Media (Classe: L-20, Scienze della Comunicazione).

Il tuo step successivo?

Sono ancora in fase decisionale, ma principalmente vedo due strade possibili davanti a me. La prima alternativa è quella di frequentare una Scuola di Giornalismo della durata di 2 anni che prepara a sostenere l’esame di Stato per potersi iscrivere all’Albo dei giornalisti; a Milano questa scuola è presente alla Cattolica, alla Statale e allo Iulm. La seconda strada sarebbe quella di iscrivermi a una Laurea Magistrale, con ogni probabilità proseguendo il percorso alla Cattolica, in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo.

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