3 aprile 2014

Economia e Finanza (Università Bocconi)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Pur avendo superato il liceo con il massimo punteggio, non ero particolarmente conscio del fatto che avrei potuto accedere a pressoché qualsiasi università anche all’estero. Detto questo, per ragioni prettamente personali, ho deciso di rimanere in Italia e, viste le premesse, la scelta è ricaduta sulla migliore istituzione che ci fosse per economia: la Bocconi.

Riguardo al fatto di aver scelto finanza, la motivazione è duplice: 1) la borsa ed in generale i movimenti azionari avevano attirato la mia attenzione già da qualche anno; 2) pensavo fosse il corso maggiormente applicativo/pratico dell’università.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il programma di finanza, consiste in un anno e mezzo comune a tutti i corsi di laurea della Bocconi, per poi proseguire con un ulteriore anno e mezzo ad hoc. La parte comune ha un orientamento chiaramente più generalista, coprendo economia politica, economia aziendale, storia economica, matematica I e II, informatica, storia economica, statistica, bilancio, diritto privato e sistemi finanziari; la parte specializzata invece si focalizza su analisi di bilancio, metodi quantitativi, economia monetaria, finanza aziendale, mercati mobiliari, gestione delle Istituzioni finanziarie a cui si aggiungono diritto pubblico e diritto commerciale. Contrariamente alle mie aspettative i corsi sono risultati estremamente teorici ed astratti, con modalità di valutazione che premiano il nozionismo piuttosto che stimolare l’interesse per i contenuti; una nota invece positiva riguarda il fatto che gli esami sono quasi sempre scritti ad eccezione di qualche esame orale (soprattutto gli esame di diritto).

Riguardo la personalizzazione del proprio percorso studi, essa risulta scarsa visto che si ha solamente la facoltà di scegliere 3 insegnamenti opzionali nel corso dell’ultimo anno del triennio; tuttavia, proprio questa possibilità di diversificare il mio percorso educativo mi ha fatto scoprire uno dei corsi che più mi ha colpito ed appassionato: “Sustainable Development”, incentrato sul lato “Green” dell’impresa ed in generale sulla sostenibilità. È stato di gran lunga il mio corso preferito anche perché ritengo che sia assolutamente necessario che, nel 2014, uno studente conosca i problemi ambientali che attanagliano il nostro mondo.

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Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Personalmente ho molto sofferto l’approccio nozionistico e teorico del sistema universitario, per non parlare della totale mancanza di rapporto con il proprio professore visto che, con classi da 120-130 persone, esso è totalmente assente. Gli stessi docenti, pur avendo dei curricula davvero eccellenti, talvolta si dimostrano piuttosto carenti quando chiamati a trasmettere le nozioni: questa, forse, è stata la mia più grande delusione. Con il senno di poi, avrei optato per il corso di economia in inglese (BIEMF) sempre in Bocconi, oppure direttamente per l’estero anche se sarebbe rimasta una scelta non facile da prendere.

In compenso l’università offre il programma “Exchange”, consistente nel passare un semestre presso un’università straniera, più programmi “Campus Abroad” che si sostanziano nello svolgere  un corso didattico di un mese presso un’università straniera; a ciò si aggiungono il portale “Jobgate” per la ricerca di stage/collaborazioni  e le numerose conferenze/testimonianze che si svolgono durante tutto l’anno.

Inoltre nell’università ci sono molte persone interessanti e di talento, le associazioni studentesche non mancano (ce ne sono di ogni tipo!), l’organizzazione è ferrea e, al di là di qualche seccatura burocratica, la vita accademica scorre liscia senza intoppi. Proprio questo ambiente stimolante mi ha permesso di entrare in contatto con BS.hive, un’associazione studentesca focalizzata sull’offrire internship presso alcune start-up, oltre che con Bocconi Young Students Entrepreneurs. Grazie alla prima associazione sono riuscito ad ottenere uno stage presso una start-up di videogiochi, mentre la seconda mi ha inserito in un contesto dinamico di conferenze, business games, e progetti interfunzionali.

Come ti sei trovato al di fuori dell’ambito universitario?

Mediamente bene visto che ho stretto amicizia con un buon numero di persone che ho frequentato abbastanza spesso, ma, essendo di Milano, vivo a casa mia e non faccio la vita da fuori in sede in residenza (il che sarebbe molto raccomandabile per via delle varie feste/conoscenze che si possono fare!).

Posti assolutamente da non perdere: Taxi Blues e Reef caffè per la ristorazione;  per le uscite serali più tranquille zona Brera e Colonne di S.Lorenzo, mentre per le uscite in discoteca c è l’imbarazzo della scelta (sia il volantinaggio selvaggio che i PR non mancano affatto nell’università!).

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Cosa ti senti di consigliare a chi vuole intraprendere il tuo percorso?

  • Non vi dispiace frequentare corsi teorici/concettuali
  • L’assenza di rapporto umano con il professore non vi infastidisce poi così tanto
  • Preferite restare in Italia piuttosto che andare all’estero
  • Non sognate un corso così fortemente incentrato sulla borsa valori
  • Volete proseguire con la specialistica in Bocconi

Allora sì, fate CLEF.

Il tuo step successivo?

Come step successivo lascerò quasi al 100% il ramo di finanza Mi sto orientando verso una specialistica di “Innovation & Technology”: non nego infatti di essere molto attratto da tutto ciò che riguardi Venture Capital ed il mondo dell’innovazione imprenditoriale.

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