11 aprile 2014

PlayTheFuture 2.0 (Vodafone)

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Perché hai scelto questo programma?

Appena ho visto il pop-up nella casella del Career Service della mia you@B mi si sono illuminati gli occhi, perché io sono un vero appassionato di tecnologia, e l’idea di poterla conciliare con le mie abilità organizzative e comunque con il mio percorso di studi mi ha allettato molto. Ero a Londra quando l’ho vista e ho fatto application direttamente dal mio iPad, “on the go”, perché non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione.

Cosa prevede?

Al primo incontro al Vodafone Village siamo stati divisi in 6 squadre, più o meno per provenienza territoriale (molto Milano, ma anche Triveneto, Centro e Sud): il nostro compito è portare a termine nel modo più originale e “profittevole” possibile le sfide lanciate, più o meno con cadenza mensile, dai manager di aziende dei settori più disparati. Qui non siamo a The Apprentice, non vince chi incassa di più; vince chi ha l’idea migliore, quel qualcosa in più che per la prima sfida riesce a far scattare la scintilla nella mente dei manager. Ogni mese quindi una squadra è vincitrice. Alla fine del programma, verranno offerti stage ai più meritevoli.

Presentazione

Come si svolge in concreto?

Il primo giorno siamo stati convocati, da tutta Italia, al quartier generale nazionale, il Vodafone Village di Milano, la sede della compagnia più grande in Europa. Dopo un briefing mattutino sull’azienda, i suoi valori e la sua mission, ci sono stati dati dei device Vodafone come premio per aver passato la selezione.

Divisi in sei squadre, si è partiti subito con la presentazione della prima sfida. Dopo un mese esatto ci siamo ritrovati tutti al Village per la presentazione del lavoro di ogni team e la proclamazione del vincitore. In linea di massima avviene così per ogni sfida. Oltre alle sfide mensili, possiamo anche essere contattati in qualsiasi momento per “task aggiuntive” e di brevissimo termine: tutti sono molto reattivi.

Chi può partecipare?

È rivolto a tutti i giovani, anche se per la maggior parte siamo universitari tra i 20 e i 24 anni.

Come ci si iscrive?

Mi sono iscritto tramite una pagina interna al sito Vodafone in cui veniva richiesto di indicare i propri dati e di descrivere in poche parole e immagini Vodafone e il contesto in cui questa si trova ad operare. L’originalità e l’entusiasmo sono premiati. Dopo aver fatto l’application, bisogna soltanto sperare in un’email con esito positivo.

Durata?

Il programma dura 6 mesi. Questa seconda edizione ha avuto inizio ad Ottobre e si concluderà ad Aprile.

Mascotte

Pro & contro dell’esperienza?

È un’esperienza fantastica che rifarei mille volte perché apre davvero un mondo! In primo luogo, permetto di fare un sacco di conoscenze poiché si riescono ad incontrare giovani da tutto il Paese. Inoltre, fornisce la possibilità ad un ragazzo ventenne come me di ampliare il proprio network di conoscenze anche all’interno del management di un’azienda importante come Vodafone è.

Le sfide sono utili a tutti perché permettono al team di confrontarsi ogni volta con qualcosa di diverso e che deve avere una propria efficacia e permettono a Vodafone di testare su piccola scala delle possibili strategie di marketing che potrebbero poi essere implementate. Saper lavorare in un team è qualcosa che al giorno d’oggi è fondamentale: qui viene data la possibilità di confrontarsi anche con ragazzi di diversi background (ci sono studenti di specialistiche economiche o di ingegneria, filosofia, informatica, ecc) e di migliorare le skills personali, tra cui la leadership e l’organizzazione. L’uso di sondaggi da sottoporre ad altre persone, riunioni frequenti da compagni di gruppo, gestione di un budget, sono solo alcune delle cose che si impareranno facendo un’esperienza del genere.

Io sono leader di uno dei team di Milano ed è per me qualcosa di molto stimolante: nel mio gruppo ci sono persone completamente diverse, ma che insieme fanno il mix vincente. In generale, ai team è data totale indipendenza (a parte, ovviamente, dover seguire la policy di Vodafone) così che è possibile spaziare davvero molto con le proprie idee. Non ci sono limiti alla fantasia. Inoltre, la competizione che c’è tra i team è davvero sana e costruttiva: dopo 5 mesi siamo pressoché tutti amici e non è strano andare ogni tanto a prendersi un aperitivo sui Navigli.

Non riesco a trovare dei “contro” a questa esperienza. Posso dire che è richiesto grande impegno e una gestione intelligente del proprio tempo perché le sfide ci sono sempre, anche quando si è sotto esame (come la prima sfida di Ottobre ad esempio).

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