2 marzo 2014

Exchange (Fordham University)

Vuoi sapere chi ha scritto questo articolo?

article image

Perché hai scelto questa destinazione?

La scelta è stata dettata, oltre che dalla mia personale passione per gli Stati Uniti e per la “Grande Mela”, anche dal fatto che ritengo che New York possa offrire molte opportunità formative e professionali.

Fordham

Perché hai scelto questa università?

Ho scelto la Fordham University in quanto era l’unica Università nella grande metropoli proposta dall’Università Bocconi per il programma Exchange.

Che cosa bisognerebbe tenere a mente prima di partire?

Quando ci si prepara per la partenza, bisognerebbe cercare di focalizzarsi soprattutto sull’obiettivo primario del programma, ossia studiare all’estero. Nonostante in città vivaci come New York siano previste numerose distrazioni, un’esperienza Exchange è un’occasione unica di arricchimento e, sicuramente, il mondo universitario d’oltreoceano merita di essere scoperto e vissuto appieno. Qualche consiglio pratico?

Come sempre quando si parte, numerose sono le cose da tenere a mente. Innanzitutto, l’assicurazione e il volo. Per la prima, io, ad esempio, dopo aver cercato su internet varie proposte assicurative per viaggi di studio all’estero, ho infine richiesto l’esonero dall’assicurazione offerta dall’Università oltreoceano poiché risultava essere economicamente meno vantaggiosa. Il costo del viaggio aereo, invece, varia molto in base alla compagnia scelta e alla tipologia di volo (diretto o con scali).

Per quanto riguarda il costo della vita una volta giunti a destinazione, New York offre anche in questo caso diverse possibilità: gli infiniti ristoranti o supermercati fanno sì che ognuno possa trovare l’offerta più rispondente alle proprie diverse esigenze economiche, nonché, procurandosi un abbonamento mensile di 100$, è possibile servirsi della metropolitana così da spostarsi senza limiti.  Come compagnia telefonica ho invece mantenuto la stessa che avevo in Italia, attivando le promozioni per l’estero anche se le tariffe non erano molto convenienti: tuttavia, ho sempre cercato di comunicare via wi-fi, ad esempio utizzando Skype, alternativa sicuramente più economica.

Alloggio?

Ho vissuto in un appartamento (stanza singola con un bagno e una cucina in condivisione con altri inquilini) a Brooklyn, quartiere dove i prezzi erano più vantaggiosi rispetto a Manhattan o anche agli alloggi offerti dall’Università stessa. Tuttavia, anche in questo caso le alternative sono davvero molte e ognuno può trovare quella che preferisce, rivolgendosi direttamente all’Università oppure cercando sui vari siti che offrono questo servizio (ad esempio, io ho utilizzato il sito Airbnb).

Quali problemi hai incontrato durante il tuo soggiorno?

Durante il mio soggiorno non ho incontrato grandi problemi: ero partita ben preparata e ho poi avuto la fortunata di incontrare altri studenti fantastici. Gli unici aspetti da tenere forse a mente, soprattutto per il periodo iniziale, sono l’impatto con una realtà completamente nuova e la lontananza da casa: ci si ambienta però con facilità grazie anche al programma di orientamento offerto dall’Università.

Hai mai rimpianto la tua decisione di partire?

Non ho mai, in nessun modo ed in nessun momento, rimpianto la mia decisione di partire: è stata non solo un’importante esperienza per i miei studi e per il mio curriculum, ma anche un’utile lezione di vita.

Quali esami hai dato e quali sei riuscita a convertire?

Ho dato 4 esami, di cui uno richiesto dall’Università americana (però poi non riconosciuto in Bocconi). Tale esame obbligatorio, “Introduction to the US Legal System”, permette infatti di conoscere le basi del sistema legale americano, così poi da riuscire a frequentare con successo gli ordinari corsi, e viene sostenuto all’inizio del semestre e non durante la sessione degli esami finali.

Gli altri 3 esami, che ho potuto scegliere liberamente e che sono poi riuscita a convertire in Bocconi, sono:

  • International Human Rights, che per motivi di piano studi ho convertito come esame opzionale senza corrispondenza;
  • Insurance Law, convertito con l’esame opzionale di Diritto delle Assicurazioni;
  • International Trade Law, convertito con il corrispettivo esame opzionale in lingua inglese International Trade Law.

Chrysler

Quali sono le maggiori differenze tra le due università?

Le due università sono abbastanza diverse tra loro, in quanto alla Fordham University la frequenza è assolutamente obbligatoria: le assenze vanno giustificate e, se numerose, possono anche comportare l’esclusione dal corso e quindi dall’esame stesso. Inoltre, l’organizzazione dello studio non è così libera ed autonoma come può avvenire in Italia, ma gli studenti devono studiare dalle 30 alle 100 pagine (variazione che dipende dai corsi e dai professori) per ogni lezione durante la quale si discute l’argomento oggetto di approfondimento con domande agli allievi e lavori di gruppo. Essere trovati impreparati a lezione può comportare addirittura l’esclusione dall’esame!

Un’altra rilevante differenza riguarda gli esami: anche se alcune modalità coincidono con quelle che già conosciamo (come esami a crocette, domande aperte o papers), la maggior parte degli esami sono tuttavia casistici e open-book. Ciò significa che gli studenti devono preparare un “outline”, ossia una sorta di schema riassuntivo delle lezioni, da portare poi all’esame, in sede del quale dovranno analizzare le problematiche giuridiche emergenti dalle 4 o 5 pagine di fatti descrittivi loro proposti: alla luce dei precedenti giudiziali discussi a lezione, gli studenti devono infatti delineare le possibili soluzioni del caso loro prospettato … e da questa modalità di esaminazione finale emerge appieno la differenza tra il nostro sistema di civil law e quello americano di common law.

Infine, le classi sono composte da pochi studenti, dai 10 ai 30 al massimo in base ai corsi, e questo ricorda molto le nostre scuole superiori piuttosto che l’università.

Pagine: 1 2

Ti potrebbe interessare anche:

Commenti

oppure