2 marzo 2014

Redazione della tesi all’estero (ANU, College of Law)

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Durante la ricerca di materiali per la mia tesi ho trascorso tre mesi presso l’Australian National University, dove ho potuto studiare, incontrare persone interessanti e…divertirmi!

Che cosa hai studiato e presso quale università?

Laurea Magistrale in Giurisprudenza a ciclo unico presso l’Università degli Studi di Milano.

Qual è stato l’argomento della tua tesi di laurea?

Mi sono laureata in diritto privato comparato progredito ed il titolo della mia tesi era: “Le nuove frontiere del promissory estoppel”. Nel mio elaborato mi sono preoccupata di attuare una doppia comparazione: interna alla common law, mettendo a confronto Regno Unito, USA e Australia, circa l’origine, il ruolo e gli sviluppi attuali dell’estoppel come meccanismo/istituto giuridico di common law, facendo un focus specifico sull’evoluzione del promissory estoppel; poi, nell’ultimo capitolo della mia tesi mi sono occupata di confrontare tale istituto con alcuni settori del diritto italiano, in particolar modo con riferimento all’ambito della responsabilità precontrattuale.

Come ti è venuta l’idea di andare all’estero per scrivere la tua tesi?

Ho sempre desiderato poter fare un’esperienza all’estero e mi ha sempre affascinato il diritto straniero…quindi la tesi era un momento ideale per unire l’utile al dilettevole. Inoltre, l’argomento della mia tesi si prestava particolarmente ad uno studio comparatistico in un’università straniera.

Hai svolto solo ricerca o anche la scrittura?

Dal momento che sono stata Visiting Research Student presso il College of Law dell’Australian National University a Canberra per soli tre mesi, ho focalizzato la mia attenzione sul reperimento di materiale (articoli, riviste, libri di testo principalmente) relativi all’ordinamento australiano perché nelle università italiane non trovavo quasi nulla. Il confronto con i professori in loco ha permesso anche l’evolversi della mia tesi in maniera più spedita ed “indirizzata”. Ho poi anche scritto una cinquantina di pagine (un quarto di tesi), quindi la stesura vera e propria l’ho portata avanti in Italia sotto la supervisione diretta del mio relatore.

Perché hai scelto questa destinazione?

Per gli australiani, of course! Scherzo! Il promissory estoppel presenta i suoi caratteri più innovativi proprio in Australia…ecco il perché della mia scelta. Inoltre, l’Australian National University è un’ottima università.

Come hai preso accordi con il professore di riferimento?

La mia università italiana e il mio relatore non avevano contatti con l’Australia, quindi ho cercato dei contatti io stessa: ho passato due settimane dedicando una o due ore al giorno ad inviare e-mails a tutti i professori delle materie di mio interesse in tutte le università australiane. Chiedevo ad ognuno di loro la possibilità di andare a studiare presso la loro università e di potermi confrontare settimanalmente con loro. Alla fine un professore dell’ANU mi ha contattata e si è offerto di essere il mio tutor in Australia.

Hai dovuto sostenere costi per svolgere ricerche nell’università da te scelta?

No, nessuna spesa per usufruire dei servizi dell’università ospitante. Pensate che mi avevano pure destinato una stanza con un computer e il mio nome appeso fuori dalla porta! All’ANU il fatto di avere studenti esteri implicati nella ricerca, anche per brevi periodi, è considerato un grande vanto e un’occasione didattica preziosa per tutto il corpo docenti, per questo sono stata accolta calorosamente da tutti … e il mercoledì mattina di ogni settimana ero invitata con tutti i professori e ricercatori al “Morning Tea” con il preside di facoltà: un momento molto bello per confrontarsi e raccontare il progresso della propria ricerca.

Com’è stata accolta la tua idea dal tuo relatore in Italia?

Il mio relatore della tesi è stato il primo a credere nel mio progetto e mi ha lasciato carta bianca su tutto.

Qualche consiglio pratico?

Mai vivere all’estero con altri italiani (per scelta intendo, se capitano ben venga!) perché è molto facile rifugiarsi con i propri compatrioti e non addentrarsi nel vivo del posto in cui si è. Circa l’alloggio, consiglio o appartamento con studenti/lavoratori del posto o anche i dormitori dell’università.

Come giudichi la tua esperienza?

Nessun contro, solo pro. Posto mozzafiato, amici incredibili, esperienze divertenti ed istruttive…una bellezza continua. Lo chiamano “mal d’Australia”.

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A quali studenti consiglieresti di più questa esperienza?

Consiglierei a tutti gli studenti di tutte le facoltà di prendere in considerazione un periodo di studio all’estero per due motivi: 1) le selezioni per i colloqui di lavoro tendono a scartare chi non parla quasi perfettamente almeno due lingue; 2) un’esperienza all’estero, se ben sfruttata, è un’occasione di crescita personale e di ricchezza unica. Confrontarsi con un diverso modo di vivere mette a nudo quello che si desidera davvero.

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Commenti

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Cristina - 9/06/2014

Ciao Miriam!
Mi chiamo Cristina, studio all’Università di Pisa Ingegneria edile-architettura e nel 2015 vorrei andare in Australia a fare la tesi, come hai fatto tu. Ad oggi le mie certezze sono un professore italiano disposto a sostenermi e a farmi da relatore più o meno per qualunque tesi scelga e un contatto a Melbourne (amico del professore) che però mi ha detto che senza un accordo tra la mia facoltà e la sua non posso andare a fare la tesi là. Insomma ho poco o niente!
Ho anche inviato diverse mail a vari professori ma ho paura di non essere riuscita a spiegare che vorrei andare là per un periodo limitato a spese mie e della mia facoltà, senza immatricolarmi nella loro Università. Dico questo perchè le risposte che ho ricevuto sono state: “non abbiamo un programma di studi per studenti stranieri” oppure mi è stato proposto un periodo di ricerca di due anni tipo dottorato.
Perciò ti vorrei chiedere…hai qualche consiglio da darmi per proporre questo mio progetto ai professori australiani??mi conviene scrivere direttamente ai responsabili della ricerca o informarmi in altro modo??Tu come hai selezionato le università da contattare?
Sono disperatamente in cerca d’aiuto e la tua esperienza sembra bellissima e potrebbe essere davvero preziosa per me. Perciò se avrai tempo e voglia di rispondermi mi farai un giga favore!!!Sono disponibile per contatti anche con altri mezzi di comunicazione!
Speranzosa che tu possa rispondermi presto ti saluto!Ciao ciao!!!
Cristina