2 marzo 2014

Architetto (West8)

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Nel 2006/2007 ho svolto un tirocinio con il programma Leonardo da Vinci (Lifelong Learning Programme), per un periodo di sei mesi a Rotterdam, in Olanda. Ho lavorato per uno studio di architettura del paesaggio, West8, come trainee architect.

Per quanto riguarda il mio percorso di studi precedente, ho studiato architettura a “La Sapienza” di Roma dove mi sono laureata nel 2004. Ho lavorato per diversi anni in diversi studi di architettura e poi in una società di costruzioni. Da qualche mese mi sono abilitata all’insegnamento di “Tecnologia” nella scuola secondaria di primo grado.

Perché hai questo stage?

Perché era una via privilegiata per farsi accettare a lavorare in uno studio di architettura all’estero! Presentarsi come stagista Leonardo era una sorta di lasciapassare… Ovviamente le società estere avevano interesse ad assumere come stagista un tirocinante sponsorizzato da un’università e che già avesse per altro una borsa di studio. Personalemente, oltre alla borsa di studio (di circa 500 euro al mese), potevo contare anche su un rimborso spese erogato dalla società ospitante: tra l’uno e l’altra sarei arrivata a mettere insieme sui 1000 euro mensili, con i quali avrei potuto bene o male mantenermi.

Quali erano i requisiti d’accesso?

Essere neolaureato, ovvero essere laureato da non più di due anni (credo, ma ammetto di non ricordarmi bene). Conoscere la lingua veicolare del paese ospitante (la conoscenza veniva valutata da un’apposita commissione in base a certificati o eventuali esperienze passate all’estero).

Era inoltre importante il proprio curriculum vitae studiorum, sempre valutato da una commissione.

Quali attività hai svolto?

All’inizio ho aiutato il team a cui ero stata assegnata a elaborare tavole destinate a concorsi di progettazione, curandone soprattutto la parte grafica. Abbiamo lavorato moltissimo il primo mese, a volte anche fino a notte inoltrata, mentre poi i ritmi si sono un poco allentati. Successivamente ho fatto plastici e poi mi hanno anche affidato compiti di progettazione vera e propria.

Quali competenze erano richieste?

Saper usare programmi come autocad e photoshop, saper lavorare in gruppo, reggere lo stress!

Come era l’ambiente di lavoro?

Internazionale. C’era gente da tutto il mondo, venivano a lavorare in quello studio anche persone dagli USA, dal Canada e dalla Cina. L’ambiente era molto friendly, anche se il ritmo di lavoro abbastanza serrato. I capi si mettevano allo stesso livello dei loro impiegati. Si mangiava insieme a pranzo in ufficio, poi c’era anche l’ora del tea alle 15.30!

Come hai trovato l’alloggio?

All’inizio ero ospite di amici, ma dopo qualche giorno ho cominciato a cercare casa via internet. Girava tra gli studenti Erasmus e Leonardo il numero di un tale che aveva un certo numero di case in affitto: dopo vari e vani tentativi su internet, ho contattato anche io questo ragazzo che mi ha portato a fare un giro tra le stanze in affitto, tutte in case da condividere con altri ragazzi. Pagavo 250 euro/mese.

Come ti sei trovata al di fuori dell’ambito lavorativo?

Ambientarsi è stato abbastanza facile perché non avevo problemi di tipo pratico-burocratico e, essendo tranquilla da quel punto di vista, ho potuto dedicarmi alle relazioni umane con una certa serenità. Lo studio dove lavoravo era uno studio internazionale, circa la metà delle persone erano straniere ed i miei colleghi olandesi erano abituati ad avere a che fare con persone che venivano dall’estero e che rimanevano a lavorare per un certo periodo di tempo, avvicendandosi di frequente. Tutti perciò erano abbastanza aperti verso gli altri!

In generale uscivo spesso con i colleghi stranieri, la cui vita sociale ovviamente gravitava molto intorno a quella lavorativa, ma spesso a noi si univano anche i colleghi olandesi. Di solito si lanciava un invito collettivo tramite messaggi istantanei di servizio sulla rete dello studio, e ci si organizzava per una birra, di solito il venerdì sera dopo il lavoro. A queste uscite partecipavano anche i “capi” … erano incontri del tutto informali e piacevoli.

Il costo della vita era più o meno lo stesso dell’Italia … per alcune cose leggermente più alto, per altre leggermente più basso. A Rotterdam si va ovunque in bicicletta, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Io amavo molto frequentare il grande mercato cittadino che si tiene tutti i sabati e le domeniche, dove si possono trovare frutta e verdure di tutti i tipi. Infatti, Rotterdam ha un porto importantissimo in Europa ed il rifornimento di frutta esotica e spezie non manca; in più si può fare scorta dei mitici formaggi olandesi e mangiare una patata ripiena turca o un cartoccio di cozze fritte!

Dopo lo stage esistono possibilità di assunzione?

Non ho tentato di farmi assumere perché per motivi personali alla fine dell’esperienza dovevo tornare in Italia. Comunque credo che allora ci fossero possibilità di essere presi, o comunque di sfruttare l’esperienza da Leonardo in uno studio per presentarsi poi in un altro con una buona “letter of recommendation” (chiedete sempre al vostro datore di lavoro di scrivervene una alla fine del tirocinio!). Ora non ho idea di quanto sia facile farsi assumere dopo il Leonardo, ho sentito dire da vecchi amici che sono rimasti in Olanda che la forte crisi economica si fa sentire anche là nel campo dell’architettura, che era uno dei settori leader nei Paesi Bassi ai tempi in cui sono andata io.

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