9 marzo 2014

Lingue e Civiltà Orientali, Cinese (La Sapienza)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Durante l’ultimo anno di liceo linguistico presso l’istituto magistrale “G. Marconi” a Pescara ero sicura di voler continuare gli studi nel campo delle lingue, ma non avevo ancora le idee completamente chiare riguardo al percorso da intraprendere. Ero attratta dall’idea di studiare una lingua come il portoghese rimanendo, quindi, in ambito europeo, ma ho poi deciso di allargare la visuale ed approdare alle lingue orientali, buttandomi sul cinese. Uso l’espressione “buttarmi” perché è stato un vero e proprio salto nel vuoto: la mia conoscenza della lingua, della cultura e della storia cinese era pari a zero e penso che sia stato proprio il gusto per l’incognito che mi abbia prima solleticata e poi convinta.

Decisi quindi di partecipare alla giornata di orientamento svoltasi nel luglio 2008 presso la città universitaria de “La Sapienza”, cercando di farmi un’idea sui corsi da seguire e sull’offerta formativa disponibile dall’anno 2008/2009. A fine giornata sapevo che i prossimi tre anni della mia vita sarebbero ruotati completamente attorno alla Terra di Mezzo. Con mio grande stupore, la facoltà disponeva di una struttura interamente propria, l’ex caserma Sani, presso il quartiere Esquilino, Chinatown romana ma anche luogo di incontro tra indiani, pakistani e bengalesi. Il corso di lingua cinese dal primo al terzo anno è stato quasi un processo darwiniano: abbiamo iniziato in più di 400, siamo sopravvissuti in meno di 50. Nonostante l’enorme affluenza e frequentazione, i professori sono riusciti a gestire la situazione in maniera egregia, facendoci appassionare ad una lingua certamente ostile, ma decisamente affascinante, come anche ai corsi di storia, arte e letteratura.

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Com’è strutturato il corso di Laurea?

I corsi non sono obbligatori ma fortemente consigliati, soprattutto le tre annualità di lingua e traduzione che si dividono in lezioni di grammatica e lezioni con i lettori di nazionalità cinese per lavorare sulla pronuncia e sulle tecniche di scrittura. Il tutto è condito da corsi di letteratura cinese classica, moderna e contemporanea, filologia, storia e storia dell’arte, religione e filosofia, ma anche da corsi non prettamente incentrati sulla sfera orientale come glottologia e letteratura italiana. Insomma, un curriculum decisamente vasto che abbraccia e cerca di integrare sia la cultura italiana che quella cinese, dando anche la possibilità durante il terzo anno di fare la fondamentale esperienza di tre mesi presso l’università di “Lingue Straniere” di Pechino, momento cruciale in cui per la prima volta si ha davvero a che fare con quel mondo che si è a lungo studiato, ma mai affrontato in prima persona in loco.

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Punto di svolta e di grande crescita è stato il trimestre trascorso presso l’università di “Lingue straniere” a Pechino dal febbraio al maggio 2011, come ho precedentemente accennato. Lezioni interamente in lingua, esperienza all’interno del campus, impatto con gli abitanti e la realtà di questa enorme città di cui non si vedeva la fine: difficile e stimolante allo stesso tempo. Sono stati tre mesi di scoperte, conoscenze, incontri e scambi con studenti da ogni parte del mondo con cui, però, si ha in comune la passione per la lingua e anche il cibo cinese. Le aspettative sono state ampiamente soddisfatte se non superate: credo che sia profondamente formativo per uno studente che abbia davvero la voglia e il coraggio di affrontare situazioni e avventure fuori dal comune.

Unico tasto dolente, tornando alla realtà italiana, era l’organizzazione e l’amministrazione stessa dell’università, caratteristica però comune a quasi tutti i corsi di laurea presenti presso “La Sapienza”.

Finally, my day has come - Stefania Rapisarda

Come hai trovato l’alloggio?

La mia permanenza romana è stata all’insegna dalla fortuna: camera doppia con una squisita ragazza della mia stessa città insieme ad altre tre splendide coinquiline, tutto ciò ottenuto grazie al classico passaparola e “amici di amici”. Abitazione a circa 100 metri dalla facoltà situata vicino la frequentatissima stazione Termini, che nonostante la cattiva fama non ha mai creato situazioni particolarmente problematiche, vero e proprio cuore della città attraverso cui poter raggiungere qualsiasi destinazione. Spesa mensile fissa di 260 euro escluse le bollette che però non costituivano un particolare problema essendo appunto una casa abitata da quattro inquiline.

Come ti sei trovata al di fuori dell’ambito universitario?

Roma è una città che mi ha conquistata e che è riuscita a farsi amare in maniera incodizionata. Nonostante le problematiche logistiche, i mezzi di trasporto poco affidabili e la sicurezza delle strade che a volte viene a mancare, ho trovato comunque il modo di rendermi indipendente ed efficiente all’interno di questo sistema molto spesso stressante. Certamente ero avvantaggiata dalla posizione stessa dell’abitazione che mi consentiva di spostarmi a piedi senza troppi inconvenienti, scelta incoraggiata anche dalla bellezza stessa della città e dal mio sempre crescente desiderio e bisogno di esplorare nuovi angoli della città eterna.

Per quanto riguarda le amicizie e i rapporti interpersonali, il vivere con altre quattro ragazze più o meno della stessa età che condividono l’appartamento da già tre anni ha facilitato il mio ingresso nel giro di amici, il che ha portato alla creazione di un gruppo abbastanza coeso che ha continuato a crescere nel tempo e negli spazi da noi spesso frequentati, che andavano dal quartiere San Lorenzo ai club di Via Libetta.

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