9 marzo 2014

Mediazione Linguistica e Interculturale, Cinese-Inglese (La Sapienza)

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Perché hai scelto questo Corso di Laurea? E perché in questa Università?

Al momento della scelta erano due gli ambiti di studio che ritenevo più compatibili con i miei interessi maturati durante gli anni del liceo, pensando anche alle basi teoriche e tecniche di cui avrei avuto bisogno per occuparmi nel futuro di ciò che più mi attraeva: la palla era contesa tra “Mediazione linguistica e interculturale” e il corso in “Cooperazione internazionale e sviluppo”, un’interfacoltà dall’offerta didattica affascinante che raccoglieva in sé percorsi e tematiche di cinque diverse facoltà all’interno de “La Sapienza” (Scienze Politiche, Economia, Scienze Umanistiche, Lettere e Scienze della Comunicazione). Ad oggi, purtroppo, non penso sia più attivato l’esperimento interfacoltà (le stesse facoltà “madri” hanno cambiato struttura e sono state sottoposte a drastiche riorganizzazioni indette dal MIUR).

“La Sapienza” è stato l’ateneo da me scelto a seguito di ricerche comparative che ricadevano quasi esclusivamente tutte su Roma (da cui il mio paese dista una trentina di chilometri). Dunque: un percorso estatico lungo la Via della Seta, seguito da arrampicate e viste mozzafiato sui resti superbamente conservati della Grande Muraglia oppure un viaggio accattivante, seguendo le linee di un neo-nato percorso accademico nel mondo delle scienze politico-sociali? L’opzione linguistica ha prevalso in nome di quell’amore spassionato nutrito fin dai 13 anni per la Cina, una realtà parallela che veneravo senza neanche sapere il perché. Ritenevo fosse prima di tutto fondamentale costruire una solida base linguistica (che solo un corso di laurea in lingue o mediazione o interpretariato può davvero dare), per poi ricongiungere i miei interessi e le mie ambizioni nell’anello partenopeo di un percorso di Laurea Magistrale (che frequento dallo scorso settembre 2013) in “Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa” presso “L’Orientale”. “Mediazione” mi sembrava per altro un valido compromesso che racchiudeva già in sé spunti formativi vari e dal respiro internazionale (esami di diritto internazionale, politica economica ed altri del genere). Il cerchio si sta ora chiudendo e un futuro nell’ambito della cooperazione per lo sviluppo è una dimensione per me realisticamente esistente.

Quali erano i requisiti di accesso e come li hai superati?

Nel 2008 non era ancora presente alcun test d’ingresso per accedere a “Mediazione”, ma ci si iscriveva entro una deadline invernale e si era automaticamente ammessi a frequentare i corsi. Dall’anno successivo a quello della mia prima immatricolazione, quindi dall’a.a. 2009/2010, è stata necessariamente istituita una prova per garantire una sensata “scrematura” degli eligible students. Il corso di laurea aveva riscosso molto successo in quegli anni in particolare ed era troppo elevato il numero degli studenti iscritti rispetto alla reale capacità contenitiva ed educativa della super disorganizzata ex facoltà di “Scienze Umanistiche”. Il test, inoltre, di cui non conosco le caratteristiche generali, avrebbe permesso alla Commissione d’ingresso di distinguere davvero chi era intenzionato a studiare da chi si iscriveva a “Mediazione” o ad un qualche altro corso di Lingua e Letteratura senza un motivo preciso.

Com’è strutturato il Corso di Laurea?

Il corso di laurea è suddiviso evidentemente in tre annualità, per un totale di 180 cfu compresi quelli della discussione finale della tesi, durante le quali una successione temporale prestabilita (I-II-III annualità) ed obbligatoria riguarda solo gli esami in “Lingua e cultura” e “Mediazione e traduzione” per entrambe le lingue. L’ordine di propedeuticità dei suddetti esami va quindi rispettato, mentre gli altri corsi d’esame rientranti nell’offerta formativa gravitante intorno al cinese e all’inglese potevano essere scelti prescindendo dalla collocazione annuale da curriculum, che è per lo più una collocazione organizzativa formale.

Gli esami di Mediazione e Traduzione sono considerati quelli caratteristici per eccellenza, con mio grande dispiacere basati essenzialmente su moduli di traduzione e analisi dei testi (pensavo, infatti, di riscontrare un approccio socio-culturale più ampio e concreto). Al secondo anno gli studenti sono chiamati a redigere un personale curriculum studiorum a seconda delle lezioni scelte, in base alla ricca proposta presente in “Mediazione” e nella facoltà di “Scienze Umanistiche”, sempre attenendosi, come già detto, alle macro dimensioni orbitanti intorno al cinese e all’inglese. Vi erano infatti dei casi, come gli 8 cfu a scelta libera dello studente, in cui si poteva mutuare l’esame da un corso di laurea all’interno della stessa facoltà.

I corsi che ho trovato più interessanti, nonostante la leggera critica poco prima avanzata, sono stati proprio quelli di “Mediazione”, in particolare l’attualissimo “Mediazione inglese II” (in cui era proposto un excursus della storia dei diritti dei neri negli US dagli anni delle lotte secessionistiche del sud del presidente Lincoln alla prima vittoria elettorale del presidente Obama) e “Mediazione cinese III” (incentrata sulla traduzione letteraria di un testo della scrittrice contemporanea cinese Zhang Jie).

Opening a bottle to party - Matteo Moretti

Puoi dirci qualcosa di più sulla tua personale esperienza universitaria e se c’è qualcosa che ritieni possa essere migliorato nel Corso di Laurea?

Ho in generale un buon ricordo di “Mediazione” sia a livello umano e personale che a livello accademico. L’offerta proposta al mio anno di immatricolazione era fresca, stimolante, nel tentativo di svecchiamento ed emancipazione di “Scienze Umanistiche” dal modello più classico e fermo rappresentato da “Lettere e Filosofia”.

La disorganizzazione generale, però, che ha sempre regnata sovrana, conduceva troppo spesso allo sfinimento psicologico e fisico, quest’ultimo in particolare perché si era costretti letteralmente a volare da una sede all’altra de “La Sapienza”. Erano ben quattro, in effetti, le basi di “Mediazione”: Villa Mirafiori (dipartimento di inglesistica), Ex Caserma Sani (sede mutuazione lezioni di cinese), ex Vetrerie Sciarra (lezioni economico-politico-sociali) ed infine l’edificio storico di “Lettere e Filosofia” nel recinto della città universitaria vera e propria (letteratura italiana, storia, varie altre ed eventuali). Fortunatamente in linea d’aria le distanze da ricoprire erano umanamente affrontabili, ma lo stress che derivava da non avere una sede fissa di appoggio avrebbe poi fatto capolino.

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