1 febbraio 2014

Exchange (Università San Andrés)

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Mi chiamo Rosi, ho vent’anni, studio in Bocconi-corso CLEAM, sono al terzo anno. In questo articolo vi parlerò dell’Exchange Program, quel programma di cui tutti parlano al secondo anno di università. Io ho scelto come destinazione Buenos Aires, in Argentina, per una durata di 5 mesi, anno accademico 2012/2013.

Come mai proprio questo paese?

Dunque, perché l’Argentina? Domanda interessante. Io ho una visione dello scambio abbastanza particolare: non volevo fare un’ esperienza in un luogo ad un’ora da casa.. Non so. Volevo provare qualcosa di veramente diverso, qualcosa di più forte, un’ esperienza di vita che mi lasciasse davvero il segno, nulla togliendo a chi ha scelto di vivere tale avventura in Europa. Volare per 14 ore, sapere di stare dall’altra parte dell’Oceano Atlantico e non tornare per i cinque mesi successivi era un’idea che mi allettava di più. Inoltre, vedo lo scambio come un’opportunità per apprendere una nuova lingua: parliamoci chiaro, quando vi ricapita nella vita di stare cinque mesi in un paese straniero e studiare in un’università a spese non proprie? Infine, volevo apprendere lo spagnolo per poter scrivere sul curriculum – “Eh si.. Conosco l’italiano, l’inglese e pure lo spagnolo.. Sono forte!” Eliminando, quindi, le mete statunitensi, mi rimaneva l’Argentina. Scelta eccezionale!

Cosa ti aspettavi prima di partire? 

Mi aspettavo meno pioggia. Troppa, troppa pioggia quest’anno, ma dicono sia stato un anno non proprio fortunato per quanto riguarda il clima. Ovviamente, il maltempo arriva quando arrivo io, ma questa è una questione di Karma e non starò qui ad annoiarvi.

Mi aspettavo poi un po’ meno inverno, e prezzi decisamente più bassi! Ormai in Argentina il costo della vita, per molte cose, è simile a quello italiano. Il governo argentino non è molto stabile e l’inflazione è alle stelle. L’unica cosa davvero a basso costo è il trasporto pubblico (bus, treni, taxi). Per farvi capire: andare in un ristorante e mangiare una buona parrilla (carne alla brace) ti costa intorno ai 15/20 euro tra coperto, contorno, servizio e acqua. Più o meno come in Italia.

Parliamo dell’aspetto accademico dell’esperienza. Quanti esami hai sostenuto all’estero? Pro e contro dell’università?

Ho sostenuto quattro esami più il DELE – Diplomas de Español como Lengua Extranjera (grazie all’aiuto di un’organizzazione esterna), convertiti tutti in Bocconi, per un totale, quindi, di cinque esami. Le lezioni sono in lingua spagnola, ma vi assicuro – niente panico! Si capisce tutto benissimo! La maggior parte dei professori permette di fare gli esami anche in inglese, ma fidatevi, non avrete alcun problema a sostenerli in spagnolo. Tempo di parziali, a ottobre, e avrete già imparato il necessario.

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L’università che frequentavo, la San Andrés, è la migliore, la più seria, la più rinomata, la più costosa e – ahimè! – quella dove si studia di più! Mi è sinceramente piaciuta, posso dire alla fine di aver imparato qualcosa. I ragazzi e i professori sono davvero tutti gentili e disponibili, insomma: un bell’ambiente. L’unico grande difetto: l’università si trova fuori Buenos Aires ed ogni volta bisogna prendere il treno.

Però, c’è da dire una cosa: se siete svegli e fate amicizia in fretta conoscerete molti colleghi argentini che vivono in città e si spostano in macchina. Quindi: forza e coraggio! Fate amicizia e i vostri problemi saranno risolti.

L’università partner ti ha offerto l’opportunità di sostenere corsi di lingua? 

Sì, uno, pessimo. Corso di cultura argentina, un corso inutile e senza senso. Non fatelo, perdereste solo tempo e, cosa più importante di tutte, non sarebbe comunque riconosciuto dalla Bocconi. Non perdete quindi tempo in classe a leggere giornali argentini tre volte alla settimana, quasi come si facesse una terapia di gruppo, mentre si commenta la loro impaginazione. Fidatevi.

In cosa ti senti migliorata  dopo il periodo di scambio?

Sono migliorata in tutto. Sono cresciuta, ho imparato ad adattarmi, ad aprirmi con la gente, a farcela da sola, ad avere pazienza (a BA ce ne vuole, ogni tanto). Ho conosciuto migliaia di persone fantastiche provenienti da tutto il mondo: ognuna mi ha lasciato qualcosa. C’è stata festa, c’è stato divertimento, ma anche studio, per lo meno se si sceglie San Andrés. All’università di Belgrano, ad esempio, non fate davvero nulla, e vi è per altro un unico posto. Per quanto riguarda la lingua, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo: capisco tutto alla perfezione e so anche parlare sufficientemente bene. Obiettivo raggiunto!

Qualche informazione pratica?

È sempre necessario acquistare un’assicurazione. Nel 90% dei casi non vi succederà nulla, ma è sempre meglio farla, non si sa mai – por las dudas! Alcune università offrono l’acquisto tramite i loro canali, altre semplicemente te ne propongono una, ma non sei comunque obbligato ad acquistarla. Puoi arrangiarti e cercarne una da te. In generale, come già detto prima, il costo della vita è piuttosto alto. Sicuramente non alto tanto quanto a San Paolo o Londra. Non vi aspettate, però, di venire qui e trovare il Paese dei Balocchi: non in questi anni. Di anno in anno i prezzi hanno lievitato: tre anni fa erano infatti molto bassi, mentre ora la situazione è cambiata. Ciò vale per qualsiasi cosa venga presa in considerazione: cene fuori casa, cibo al supermercato, serate nei bar e nei locali.

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